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"Democrazia e diritti umani sempre più sotto attacco"
"Democrazia e diritti umani sempre più sotto attacco"
"Democrazia e diritti umani sempre più sotto attacco"
Redazione
7 anni fa
L'allarme dell'ex presidente della CEDU Luzius Wildhaber: "L'evoluzione in alcuni Paesi è deludente"

I diritti umani non sono scolpiti nella pietra: spetta ai tribunali farli rispettare giorno per giorno, specie in un periodo come questo dove sempre di più vengono contestati. È l'opinione dell'ex presidente della Corte europea dei diritti dell'Uomo (CEDU), lo svizzero Luzius Wildhaber, dettosi deluso - in un'intervista odierna alla "Neue Zürcher Zeitung" - dall'evoluzione in questo campo in Paesi come l'Ungheria, la Polonia e la Turchia, e convinto che la Russia non avrebbe dovuto essere accolta nel 1996 nel Consiglio d'Europa.

Si sapeva che ci sarebbero stati dei problemi e in effetti, ha spiegato l'82enne Wildhaber al quotidiano, essi si sono presentati fin da subito. La Russia interveniva fin nelle più piccole questioni, come la scelta di una segretaria, facendo capire fin da subito che non rispettava l'indipendenza del tribunale.

Pressioni inaccettabili

In un caso, racconta il giurista elvetico alla testa della corte di Strasburgo dal 1998 al 2007, un ambasciatore mi si è presentato davanti dandomi indicazioni, dietro incarico del presidente russo Vladimir Putin, su come avrebbero dovuto decidere i giudici in un determinato caso. Una richiesta che ho rifiutato con decisione facendogli capire che si trattava di una ingerenza inammissibile nell'indipendenza della CEDU.

Il diplomatico, prima di lasciare l'ufficio arrabbiato e senza salutare, scrive il giornale, "mi mise in guardia dicendomi che avrebbe scritto un rapporto a Mosca sulla visita". A mio avviso, sottolinea il basilese Wildhaber, un avvertimento che suonava come una minaccia. All'epoca nei parlai con i miei famigliari, decidendo però di restare al mio posto.

Giudici diffamati

Pochi giorni dopo la vista dell'ambasciatore, racconta al giornale zurighese l'ex professore universitario, la televisione di stato russa mandò in onda un servizio in cui si accusava la corte di aver celato il piano di un attacco da parte dei terroristi ceceni: un attacco in piena regola alla credibilità del tribunale e alla mia integrità.

All'epoca, l'Ue reagì aspramente difendendo il tribunale e il suo presidente. Un rappresentante russo mi fece capire, aggiunge Widlhaber, che la situazione per Putin, a causa della mia insubordinazione, era diventata ancora più grave.

Per Wildhaber, questa vicenda riflette l'atteggiamento della Russia riguardo la suddivisone dei poteri, situazione che si ripercuote sugli stessi giudici russi in patria.

Non si può fare nulla

Subito dopo questa vicenda, nel corso di un viaggio in Russia nel 2006, Wildhaber si ammalò gravemente a causa di un avvelenamento da stafilococchi. L'origine della malattia è sconosciuta, ma secondo Wildhaber non si può escludere del tutto lo zampino di qualcuno.

Purtroppo, in situazioni come quelle descritte, la corte non può fare nulla per obbligare un Paese a rispettare il tribunale e la sua indipendenza: non vi è possibilità di adottare sanzioni e proprio per questo sarebbe stato meglio non accogliere la Russia nel Consiglio d'Europa nel 2006 (di cui la CEDU è emanazione, n.d.r.), sottolinea Wildhaber.

All'epoca si credeva che si sarebbe potuto imbrigliare questo Paese rafforzando i tribunali russi, ma a uno sguardo retrospettivo devo dire che ci siamo sbagliati. "Come sappiamo, in casi scottanti i tribunali russi sono lontani dall'avere la meglio sul governo".

Non siamo perfetti

Interrogato sui rapporti tra la Svizzera e la Corte europea dei diritti dell'uomo, Wildhaber ha spiegato che certe decisioni, come quelle riguardanti la negata espulsione di criminali stranieri, possono anche essere contestate e che in certi casi i giudici avrebbero potuto anche decidere diversamente.

Tuttavia, anche se certe sentenze non piacciono, bisogna accettarle, condizione sine qua non se vogliamo che il sistema abbia successo. In ogni caso, come dimostra la vicenda dei collocamenti coatti, nemmeno la Svizzera è perfetta, ha sottolineato Wildhaber.

Diritti umani, troppo ottimismo

In generale, per quanto riguarda la democrazia e i diritti umani, Wildhaber afferma che l'Occidente è stato fino a pochi anni fa troppo ottimista circa la diffusione di questi principi nel mondo e la capacità, da parte della corte e della sua giurisprudenza, di influenzare altri

Benché vi siano stati dei progressi, Wildhaber non crede che in un prossimo futuro la Convenzione europea dei diritti dell'Uomo e la sua corte rivestiranno una maggiore importanza fuori dall'Europa, il Nord America e l'Australia.

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