
Il presidente del PPD svizzero Christophe Darbellay si dice rallegrato per il rafforzamento del centro dello schieramento politico scaturito con la ripartizione dei dipartimenti in seno al Consiglio federale. Solo il PPD e un centro-destra forte possono portare avanti la Svizzera, ha affermato il consigliere nazionale vallesano nel suo discorso all'apertura dell'assemblea dei delegati in corso a Briga (VS). Secondo Darbellay l'"alleanza contro natura" fra PS e UDC rende invece impossibili le riforme, come è emerso recentemente sui temi della revisione dell'AVS e del pacchetto di misure contro l'aumento dei costi della salute. Il presidente PPD ha respinto anche ogni accusa di complotto in merito alla nuova ripartizione dei dipartimenti: pubblicamente "avevo espresso l'auspicio che il DATEC tornasse in mani borghesi e avevo suggerito il nome di Doris Leuthar", ha detto. Questo desiderio è stato esaudito, senza complotti, intese segrete o spedizioni punitive. Al contrario, l'esecutivo ha proceduto in modo democratico a una ripartizione intelligente: "ringrazio di cuore il Consiglio federale", ha continuato Darbellay. "Il rafforzamento del centro, questo inizio di nuova collaborazione, può solo rallegrarci". Ora, nell'interesse del paese, si tratta di lasciare lavorare il governo nella calma, ha aggiunto il deputato, invitando il presidente socialista Christian Levrat a stare più tranquillo. Darbellay ha inoltre esortato i delegati a respingere le iniziative dell'UDC e del PS in votazione in novembre. Oltre a decidere su questi oggetti l'assemblea affronterà anche un documento sul turismo. La parola finale spetterà alla presidente della Confederazione Doris Leuthard. ATS
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