
L'assemblea dei delegati del Partito borghese democratico (PBD), riunita oggi a Ginevra per esprimersi sui temi in votazione il prossimo 9 di giugno, ha respinto all'unanimità l'iniziativa dell'UDC per l'elezione del Consiglio federale da parte del popolo; sempre all'unanimità, ha invece sostenuto la revisione della legge federale sull'asilo. Per l'occasione, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha parlato al centinaio di delegati del futuro della piazza finanziaria elvetica. Riguardo all'elezione governativa, il vicepresidente del PBD Lorenz Hess ha osservato che "il sistema attuale si dimostra valido da 160 anni e non è necessario alcun cambiamento". La regola delle quote per cantoni latini non è una buona idea, ha aggiunto. Un'elezione popolare comporterebbe delle disparità cantonali, sarebbe costosa, affosserebbe il sistema di concordanza e metterebbe in Consiglio federale delle marionette di cui non si sa chi tiene i fili, ha affermato. Barbara Janom Steiner, la vicepresidente del partito, ha dal canto suo difeso la revisione della legge sull'asilo, poiché "offre una reale opportunità di gestire il problema e di instaurare procedure più efficaci". A suo parere è sbagliato affermare che si tratta di un inasprimento delle regole sull'asilo, poiché le modifiche di legge sono in accordo con la convenzione dell'ONU sui rifugiati. La ministra Eveline Widmer-Schlumpf, ha detto che la Svizzera è disposta a partecipare a livello internazionale alle discussioni sullo scambio automatico di informazioni fiscali in ambito bancario. La responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha però posto tre condizioni: l'esistenza di uno standard globale a livello di Paesi OCSE, il fatto che gli aventi diritto economici (i proprietari del deposito ndr) siano identificati nonché la garanzia di reciprocità. Secondo Widmer-Schlumpf, in Svizzera bisogna preservare una piazza finanziaria forte e competitiva tutelando tre valori: qualità, stabilità e integrità. E ciò dipende da "condizioni quadro il più favorevoli possibile accettate a livello internazionale". "La piazza finanziaria elvetica deve poter resistere agli scossoni più violenti e servire da modello alla lotta contro gli abusi", ha aggiunto. Il gruppo di lavoro diretto dal professore di economia Aymo Brunetti presenterà le proprie conclusioni in giugno, ha anticipato la ministra delle finanze. A margine dell'assemblea dei delegati, il consigliere nazionale glaronese Martin Landolt, presidente da un anno del PBD svizzero, ha reso noto che in autunno abbandonerà il mandato di consigliere politico per l'UBS. Landolt è convinto che la collaborazione con la maggiore banca elvetica non influisca assolutamente sulla sua indipendenza come politico. Alla radio svizzero tedesca SRF ha però ammesso che può costituire "una specie di ombra" e che di conseguenza le posizioni del PBD non siano percepite come indipendenti. ATS
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