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Decisione storica: si rivoterà sull'iniziativa PPD
Decisione storica: si rivoterà sull'iniziativa PPD
Decisione storica: si rivoterà sull'iniziativa PPD
Redazione
7 anni fa
Il TF ha annullato la votazione federale sull'iniziativa riguardante l'imposizione fiscale delle coppie sposate. Una prima assoluta

Il Tribunale federale ha annullato la votazione federale del 28 febbraio 2016 sull'iniziativa del PPD riguardante l'imposizione fiscale delle coppie sposate. La suprema corte ha giudicato, come il partito promotore, che è stata falsata dalle informazioni errate fornite dal Consiglio federale. La decisione è una prima assoluta dal 1848, anno di nascita dello Stato federale.

Per la maggioranza dei giudici - la decisione è stata presa con quattro voti a uno - l'errore contenuto nell'opuscolo esplicativo è grossolano. Visto il risultato risicato - l'iniziativa era stata respinta con una maggioranza del 50,8% soltanto, ossia una differenza di 55'072 voti, mentre 16 Cantoni e mezzo l'avevano accettata - i sette ricorsi vanno accolti e lo scrutinio invalidato.

Nel prendere la loro decisione, i giudici hanno anche fatto notare che niente si oppone alla ripetizione del voto visto che nel frattempo non è stata adottata alcuna legge sull'imposizione delle coppie.

Violato l'obbligo d'informazione e trasparenza

Nelle sue deliberazioni, la prima Corte di diritto pubblico ha ritenuto che il Consiglio federale abbia violato il suo obbligo d'informazione e trasparenza annunciando, nel giustificare la sua opposizione alla proposta di modifica costituzionale, che solo "80'000 coppie di coniugi con doppio reddito e numerose coppie di coniugi pensionati pagano un'imposta federale diretta più elevata delle coppie non sposate che si ritrovano nella stessa situazione economica".

La vicenda

Il 28 febbraio 2016, l'iniziativa popolare "Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate" era stata respinta con una maggioranza del 50,8% soltanto, ossia una differenza di 55'072 voti, mentre 16 Cantoni e mezzo l'avevano accettata (il Ticino aveva votato "sì" con il 54,72%, i Grigioni "no" con il 50,58%).

Nel testo, il PPD chiedeva l'iscrizione nella Costituzione federale del principio che il matrimonio, "durevole convivenza (...) di un uomo e di una donna", "non deve essere svantaggiato rispetto ad altri modi di vita, segnatamente sotto il profilo fiscale e delle assicurazioni sociali".

Il Consiglio federale aveva raccomandato il "no". Nel suo opuscolo di spiegazioni, scriveva: "Circa 80'000 coppie di coniugi con doppio reddito e numerose coppie di coniugi pensionati pagano un'imposta federale diretta più elevata delle coppie non sposate che si ritrovano nella stessa situazione economica".

Un anno e mezzo più tardi, nel giugno 2018, l'Amministrazione federale delle contribuzioni ha reso noto che il numero di coppie sposate con doppio reddito penalizzate fiscalmente non erano 80'000, bensì 454'000. Tale cifra includeva infatti le coppie che lavorano con figli, erroneamente escluse dal primo conteggio. Tenendo conto anche dei pensionati, il problema concerneva circa 704'000 coppie sposate.

In seguito a questo grossolano errore, spiegando che non era possibile rivolgersi direttamente al Tribunale federale, il PPD ha inoltrato ricorsi in diversi Cantoni, chiedendo l'annullamento del voto e una sua ripetizione. I governi interpellati li hanno tuttavia respinti, adducendo una loro incompetenza in materia. I ricorrenti si sono così rivolti infine al supremo tribunale di Losanna.

I giudici di Mon Repos hanno ora accolto i ricorsi, invalidando il voto del 28 febbraio 2016. Il popolo svizzero sarà quindi di nuovo chiamato alle urne. Dalla nascita dello Stato federale nel 1848, nessuna votazione federale era mai stata annullata. Una decisione quindi storica. 

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