
Dal 23 marzo 2018 gli USA prelevano dazi doganali supplementari sulle importazioni di alcuni prodotti di acciaio e alluminio. Dazi che incidono anche sulle esportazioni svizzere, che nel 2017 ammontavano a circa 80 milioni di franchi.
Il provvedimento americano, motivato con ragioni di sicurezza nazionale, "non è giustificato" secondo le autorità elvetiche. La Svizzera pertanto ha avviato una richiesta di consultazioni con gli USA nel quadro di una procedura OMC per la composizione delle controversie. Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha già informato il Consiglio federale, si legge in una nota del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Già lo scorso marzo la Svizzera è intervenuta per una prima volta presso le autorità statunitensi e ha fatto pervenire all’amministrazione USA una richiesta formale per ottenere un’esenzione specifica ed essere esclusa da queste misure di difesa commerciale. Una richiesta di esenzione alla quale gli Stati Uniti non hanno ancora reagito.
Per tutelare gli interessi della Svizzera il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha quindi avviato la procedura OMC. Anche altri membri dell’OMC nella stessa situazione, come ad esempio UE, Messico, Canada e Norvegia, hanno iniziato questa procedura.
Già nel 2002 la Svizzera aveva portato a termine con successo, insieme ad altri membri dell’OMC, una procedura contro gli USA riguardante l’acciaio. In seguito gli Stati Uniti avevano abolito quella misura commerciale.
"Le procedure dell’OMC per la composizione delle controversie" spiega il DEFR nella nota, "iniziano con una richiesta di consultazioni. In questa prima fase le parti cercano di giungere a una soluzione amichevole. In assenza di risultati, è possibile adire un’istanza arbitrale (Panel), la decisione della quale può essere impugnata davanti a un organo di appello (Appellate Body)".
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