
Si sono svolti questa mattina a Berna i tradizionali colloqui Von Wattenwyl tra i vertici dei partiti e il Consiglio federale in corpore. Sul tavolo il tema più delicato del momento: le relazioni commerciali tra Svizzera e Stati Uniti. Una nuova offerta per Washington è pronta, ma sui contenuti per ora le bocche restano cucite. “Il Consiglio federale ha messo a punto una nuova offerta agli Stati Uniti allo scopo di giungere rapidamente a un accordo”, si legge nella nota stampa stringata inviata al termine delle discussioni. “I contatti diplomatici e politici proseguiranno nelle prossime settimane nell’intento di presentare nel dettaglio la nuova offerta della Svizzera. Il Consiglio federale è determinato a ottenere rapidamente una riduzione dei dazi supplementari”. Secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere del Ticino l’accordo negoziale prevederebbe una riduzione progressiva dei dazi, pari a 5 punti percentuali ogni tre mesi, a condizione che il nostro Paese rispetti una serie di impegni concordati.
Il mondo economico in attesa
Il mondo economico segue le trattative con il fiato sospeso, spiega il direttore della Camera di Commercio Luca Albertoni. “L'auspicio è che questa situazione possa cambiare”, racconta a Ticinonews. "Prima succede, meglio è. Al momento è veramente una situazione difficile. Si ha l'impressione di dover prendere delle decisioni, magari in maniera molto rapida, su un terreno generale molto instabile, dove non si capisce esattamente quali saranno gli sviluppi”. I dazi sono in vigore da quasi un mese e le aziende stanno cercando di orientarsi in questo clima più incerto che mai. “Penso soprattutto all'industria meccanica ed elettronica”, aggiunge Albertoni, “che vive una preoccupazione molto alta: spesso parliamo di un'esposizione del 50% sulla cifra d'affari dell'azienda. Si tratta di un'offerta di mercato importante, difficile da sostituire”.
Stime sulla crescita economica in ribasso
Mentre si fa largo l’ipotesi che il ceo di UBS Ermotti subentri nelle trattative diventando “l’eroe dei dazi”, proprio oggi UBS ha corretto lievemente al ribasso le sue stime sulla crescita dell'economia svizzera nel 2026. Secondo gli esperti della maggiore banca elvetica il prodotto interno lordo (pil) aumenterà dello 0,9% a fronte del +1,0% ipotizzato finora. Molto dipenderà proprio dall’esito delle trattative con gli Stati Uniti.

