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Politica
Dazi, le Commissione sostengono il mandato negoziale del Consiglio federale
© CdT/Archivio
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Ats
10 mesi fa
Il mandato negoziale del Consiglio federale vuole trovare una soluzione ai dazi sulle importazioni decisi dall'amministrazione Trump.

Le Commissioni della politica estera dei consigli nazionale (CPE-N) e degli Stati (CPE-S) hanno approvato oggi la bozza di mandato negoziale del Consiglio federale sulle questioni commerciali ed economiche con gli Stati Uniti. Lo scopo è rafforzare le relazioni economiche bilaterali con Washington e trovare soluzioni ai vari dazi supplementari emanati dal governo americano.

I dazi di Trump

Dal 2 aprile, quando il presidente Usa Donald Trump ha emanato il relativo decreto esecutivo, molte esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti sono soggette, fino a nuovo ordine, a dazi supplementari forfettari del 10% e a dazi del 25% sui prodotti in acciaio e alluminio, nonché sulle automobili e sui componenti automobilistici. Gli Usa hanno inoltre previsto dazi supplementari del 21%, attualmente sospesi fino al 9 luglio, ha detto presidente della CPE-N Laurent Wehrli (PLR/VD) alla stampa di Palazzo federale. Questo lasso di tempo deve essere sfruttato per trovare delle proposte da sottoporre all'amministrazione americana, ha proseguito il vodese. I risultati che sfoceranno dal mandato negoziale non dovranno nuocere agli impegni internazionali della Svizzera, ad esempio nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO), degli accordi bilaterali in vigore con l'Unione europea (UE) e degli accordi di libero scambio, ha sottolineato Wehrli. Quest'ultimo ha poi precisato che la decisione di sostenere il mandato negoziale è stata presa dalla sua commissione con 17 voti a 8. La commissione omologa degli Stati ha da parte sua detto "sì" con 11 voti favorevoli, nessun contrario e tre astensioni, ha dichiarato il suo presidente Marco Chiesa (UDC/TI) a inizio serata.

Palla alla Conferenza dei governi cantonali

"Non c'è stata nessuna opposizione, ciò significa che, a livello del Consiglio degli Stati, c'è un importante sostegno", ha aggiunto il ticinese, precisando che la CPE-S ha apportato tre piccole modifiche non sostanziali riguardanti la digitalizzazione, l'obiettivo di raggiungere un'aliquota dello 0% invece del 10%, e la volontà di essere consultata sull'avanzamento dei negoziati. Secondo quanto annunciato dal Consiglio federale a suo tempo, il mandato passerà ora all'esame della Conferenza dei governi cantonali. Una volta superato questo passaggio, il mandato sarà considerato approvato.