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Svizzera
Dazi, il termine del 31 marzo per un accordo con gli USA «oramai non è più valido»
©GIAN EHRENZELLER
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Redazione
7 ore fa
Ne dà notizia ai microfoni della RSI il presidente della Confederazione Guy Parmelin, secondo cui vale comunque la pena continuare a negoziare

Il termine del 31 marzo per trovare un accordo definitivo sui dazi fra USA e Svizzera, fissato dopo che Berna aveva annunciato di aver trovato un'intesa con Washington per la riduzione delle tariffe dal 39 al 15%, «oramai non è più valido». Ne ha dato notizia, oggi, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ai microfoni della RSI, a margine dell'assemblea dei delegati dell'UDC.

Che cosa è successo

La Corte Suprema statunitense, come noto, ha rovinato i piani di Donald Trump: lo scorso febbraio, ha stabilito che il presidente ha abusato dei suoi poteri introducendo dazi elevati nei confronti di molti Paesi, Svizzera compresa. Trump, dal canto suo, non ha mai mollato la presa. Da un lato perché la dichiarazione di Berna dello scorso novembre non era vincolante ma, appunto, volta alla sottoscrizione di un accordo da raggiungere nei mesi successivi. Nello specifico, entro la fine di marzo. Parmelin, quando mancano pochi giorni, ha confermato che «il termine del 31 marzo di fatto non è più valido». Dall'altro, per contro, Trump ha optato per un'altra base legale imponendo un 10% forfettario a tutti i Paesi, perlomeno per un periodo transitorio fino alla fine di luglio. 

A Parmelin è stato chiesto se valga ancora la pena negoziare. Sì, ha risposto il consigliere federale: «Due incontri si sono già tenuti, altri sono pianificati. Ora la decisione della Corte Suprema rimette in questione parte delle basi legali applicate dagli Stati Uniti, nonostante ciò i negoziati continuano, e non è necessario attendere luglio per raggiungere un risultato».

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