
Il congedo paternità di due settimane è in vigore da 119 giorni: i primi genitori hanno potuto approfittare del nuovo diritto, mentre altri lottano ancora per poterne beneficiare. Lo sostiene Travail.Suisse secondo cui le soluzioni dei contratti collettivi di lavoro (CCL) dovrebbero essere aggiunte alle due settimane legali.
Nonostante dal primo gennaio 2021 in Svizzera i padri abbiano diritto a un congedo paternità di due settimane, le numerose domande che Travail.Suisse riceve mostrano che un certo numero di datori di lavoro vogliono negare questo diritto ai loro dipendenti, ha sostenuto oggi in una conferenza stampa a Berna Travail.Suisse, sottolineando che insieme alle sue federazioni si batte affinché tutti i padri - senza eccezioni - possano esercitare il loro nuovo diritto. Alcuni datori di lavoro esercitano una tale pressione sui dipendenti - utilizzando anche la minaccia del licenziamento - al punto che i padri rinunciano al congedo di due settimane di cui hanno diritto, secondo la consigliera nazionale Greta Gysin (Verdi/TI), copresidente di Transfair, citata in un comunicato. Per rimediare in particolare a tale problema occorre una protezione contro il licenziamento, ha sottolineato.
Non solo le due settimane legali
Anche prima dell’introduzione del congedo di paternità di due settimane, cui si è giunti dopo la votazione sul tema nel settembre 2020 in cui il 60,3% degli svizzeri si sono espressi a favore, diversi contratti collettivi di lavoro prevedevano già il congedo paternità. Un nuovo parere legale del professor Thomas Geiser chiarisce ora la relazione tra il congedo paternità legale e le soluzioni esistenti. In molti casi - soprattutto nel settore dell’artigianato - le soluzioni esistenti devono essere aggiunte al congedo paternità legale. “Nell’artigianato, la situazione è abbastanza dura con da uno a cinque giorni di congedo paternità”, ha detto a Keystone-ATS Thomas Bauer, responsabile della politica sociale di Travail.Suisse. Sarà necessario condurre lotte in questo settore per convincere i datori di lavoro ad aggiungere questi giorni ai 15 giorni del nuovo congedo paternità, ha puntualizzato. Nella misura in cui la regolamentazione del congedo paternità nell’ambito delle “ore e giorni normali di congedo” è elencata nei contratti collettivi di lavoro, non c’è dubbio che esiste un cumulo di diritti, sottolinea Travail.Suisse. Cioè, la disposizione esistente nel contratto collettivo si aggiunge alle due settimane di congedo di paternità previste dalla legge. Se invece la disposizione del contratto collettivo sul congedo di paternità è elencata nel senso di vari congedi per i genitori, la valutazione è fatta caso per caso e dipende essenzialmente dal corso dei negoziati in quel momento. Se il congedo paternità non è regolato da un CCL, i datori di lavoro possono fare riferimento al Codice delle obbligazioni svizzero, che prevede da uno a due giorni. Il parere giuridico di Geiser precisa che alle due settimane di congedo paternità vanno aggiunte le “ore e i giorni di congedo abituali” esistenti, contraddicendo così la Segreteria di Stato dell’economia (Seco), che all’inizio di dicembre 2020, sul suo sito web, “ha furtivamente rimosso la nascita del proprio figlio dalla lista dei giorni liberi”, secondo Travail.Suisse. Anche se il congedo di paternità è un diritto, resta il fatto che alcuni datori di lavoro non sono inclini a concederlo, soprattutto nel settore della gastronomia. “Alcuni dipendenti hanno paura di perdere il lavoro e non osano insistere”, ha detto Bauer. Questa paura è ancora maggiore durante il periodo di Covid.
Colmare lacune della legge
La disposizione legale sul congedo paternità si applica solo ai dipendenti di diritto privato. Le federazioni di Travail.Suisse chiedono che in futuro anche tutti i dipendenti di diritto pubblico abbiano diritto ad almeno due settimane di congedo di paternità. Inoltre, è assolutamente necessario migliorare la protezione contro il licenziamento per far rispettare la legge, come per il congedo di maternità.
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