
Oggi il Consiglio federale comunica le sue decisioni. Dopo l’apertura di negozi, biblioteche, musei e archivi il primo marzo, l’estensione delle attività sportive di gruppo a tutti i nati a partire dal 2001 e l’allentamento del limite per gli assembramenti all’esterno, il Governo ha deciso che, se la situazione epidemiologica rimane stabile, dal 22 marzo saranno nuovamente consentite, con determinate limitazioni, le manifestazioni in presenza di pubblico, gli incontri privati in casa con 10 persone e le attività sportive e culturali in gruppo. Ai ristoranti sarà inoltre permesso riaprire le terrazze. Resta in vigore l’obbligo del telelavoro laddove possibile.
Le misure in consultazione:
- Manifestazioni all’aperto (sport, concerti open air) con al massimo 150 partecipanti, obbligo di stare seduti, distanza di 1,5 metri e mascherina. Consumazioni vietate.
- Manifestazioni al chiuso (cinema, teatri, sale concerto) con al massimo 50 partecipanti, obbligo di stare seduti, distanza di 1.5 metri e mascherina. Consumazioni vietate.
- Manifestazioni con non più di 15 persone per visite guidate ai musei, riunioni di associazioni e altri eventi nel settore ricreativo e tempo libero.
- Incontri in casa con al massimo 10 persone, con l’invito a limitare gli incontri ai membri di poche economie domestiche.
- I bar e ristoranti potranno riaprire le terrazze con al massimo quattro persone per tavolo, obbligo di registrare i contatti degli avventori, tavoli distanziati di 1,5 metri (o con separazione fisica). Chiuse discoteche e locali da ballo. Gli aiuti permangono nonostante la riapertura delle terrazze.
- Sport e cultura per adulti: consentite le attività fino a 15 persone con distanza di 1,5 metri, al chiuso mascherina obbligatoria o distanza. Deroghe alla mascherina per alcune attività, come sport di resistenza e canto. È consigliato sottoporsi a un test prima di praticare queste attività. Vietati al chiuso gli sport di contatto, consentiti all’aperto ma con mascherina.
- Insegnamento in presenza all’università se non sono presenti più di 15 persone. Massimo un terzo della capienza delle aule, obbligo di mascherina e distanziamento.
- Nelle case anziani è previsto di revocare l’obbligo della mascherina per chi si è fatto vaccinare.
- I dipendenti delle imprese che fanno testare almeno una volta a settimana l’80% dei dipendenti, e le persone vaccinate, non dovranno più mettersi in quarantena se hanno avuto un contatto stretto con una persona positiva.
La diretta di Teleticino e Radio3i
La diretta della conferenza stampa da Berna
Fine conferenza stampa
D: “Indiscrezioni parlano dell’acquisto di azioni Pfizer o Moderna da parte di dipendenti dell’amministrazione, voi avete parlato o siete al corrente di queste accuse?”
Simonazzi: ”Il Consiglio federale non ha discusso della questione e non né è al corrente, aspettiamo per esprimerci”
D: “Fino a che punto si sta riflettendo sulle diverse conseguenze sui diversi gruppi, che potrebbe ridurre l’importanza di una terza ondata?”
Berset: “Le ricordo che sui criteri che noi utilizziamo Cantoni e il Parlamento non hanno espresso contrarietà, ma passo la parola in merito a Patrick Mathys”. Patrick Mathys: “In linea di massima non sarà possibile controllare quest’ondata con l’immunità di gregge, non si può gestire una grande ondata, anche se i pazienti anziani sono meglio protetti non possiamo partire dal presupposto che ci saranno meno contagi, perché se ci saranno molti contagi le conseguenze saranno molto gravi, quindi bisogna continuare a tenere sotto controllo i contagi”.
D: “Lei smentisce quindi, riguardo a Lonza, che sia stata proposta una linea produttiva?”
Berset: “Nonostante i contatti con Lonza i prodotti restano proprietà di Moderna, se si vuole un accesso al vaccino non possiamo averlo discutendo con i subappaltatori come Lonza, bisogna comunque contrattare con Moderna”.
D: “Perché il Consiglio federale non apre i locali interni a chi ha un test negativo o è stato vaccinato?”
Berset: “L’accesso ai vaccini al momento è molto limitato, in secondo luogo stiamo vedendo come sia possibile dimostrare di essere immuni? Chi potremmo ammettere nei ristoranti, gli over 75 sì e i giovani no? La discussione è prematura, siamo confrontati con uno sviluppo non molto positivo, se dessimo l’accesso solo a chi ha un test negativo o chi è stato vaccinato sarebbe complicato e non terrebbe conto dell’evoluzione. Dobbiamo superare la situazione poi potremo fare passi avanti”.
D: “Qual è l’obiettivo chiave delle misure oggi, sapendo che gli ospedali non sono sovraccarichi e ci sono sempre più vaccinati?”
Berset: ”Restano gli stessi: attraversare la pandemia con i minori danni possibili, e il rischio di sovraccaricare gli ospedali resta un rischio molto elevato, non solo per i malati di Covid ma anche per chi subisce incidenti o ha un’urgenza. È la prima volta però che ci troviamo di fronte a un’ondata con nuove varianti, siamo molto informati ma abbiamo dimostrato qualche mese fa, guardando Londa o il Portogallo, che le varianti possono accelerare tantissimo l’evoluzione. Oggi sappiamo inoltre che una parte non trascurabile della popolazione avrà conseguenze a lungo termine, si parla del 20-25% degli ammalati, inclusi giovani e bambini. Questo ci preoccupa”.
D: “Secondo lei non ci avrebbe aiutato avere questa linea di produzione, può dirci di più?”
Berset: “Non c’è mai stata un’offerta concreta, ci sono state trattative ma non per una linea di produzione, perché Moderna resta proprietaria di tutta la catena produttiva. Siamo molto contenti che Moderna abbia scelto di produrre con Lonza ma il miglior sostegno è stato garantirci l’accesso a questi vaccini, riservando queste dosi e acquistandole in secondo luogo”
D: “Domanda su Lonza, se ho capito bene il Consiglio federale non ha ricevuto quest’offerta di una linea di produzione”
Berset: “Ribadisco che siamo in stretto contatto con Lonza, ma la discussione era andata in questo senso: è stato buono che Moderna abbia scelto Lonza per questa parte della produzione, siamo entrati in contatto anche perché Lonza chiedeva fondi per sviluppare questa linea di produzione. Ma questi vaccini sarebbero rimasti in mano a Moderna, e ci è risultato subito chiaro che investire in un’azienda non ci avrebbe aiutato ad avere un accesso privilegiato ai vantaggi. Queste dosi sono il vaccino ma queste ‘bottigliette’ non cambiano la situazione, perché i vaccini li produce Moderna ed è con loro che abbiamo negoziato l’accordo, e ora abbiamo un buon accesso a questo preparato”.
D: “Cosa avete deciso rispetto all’obbligo del telelavoro? Cosa succederà?”
Parmelin: “Togliere l’obbligo del telelavoro non è previsto per questa fase”.
D: “È possibile che si decida di ridare l’autonomia ai cantoni?”
Berset: “Dovrebbero esserci differenze estreme tra regioni, ma al momento la situazione è omogenea come mai nel passato. Quindi non credo sarebbe neanche un vantaggio per i Cantoni riprendere in mano il timore. Però in una pandemia non c’è nessuna sicurezza, bisogna valutare caso per caso”.
D: “Non tutti i ristoranti possono aprire le terrazze, chi le aprirà tuttavia potrà continuare a ricevere aiuti?”
Parmelin: “Fino a qualche tempo fa tutti volevano riaprire le terrazze, chiaramente se si riaprono le indennità di lavoro ridotto cambieranno, ma anche chi riaprirà non verrà escluso dalla cerchia dei casi di rigore. L’obiettivo è che alcuni ristoratori, che vogliono riaprire, riassumere personale e magari riassumere apprendisti, possano farlo, ma questi non verranno esclusi né dai casi di rigore né dall’IPG”. Berset: “Noi sappiamo che Gastrosuisse non vede di buon occhio la riapertura delle sole terrazze. Ogni azienda dovrà decidere cosa le conviene sul piano degli aiuti”.
D: “Il Consiglio nazionale ha chiesto, settimana scorsa, riaperture il 22 marzo. L’avete quindi sconfessato?
Parmelin: “No, il ruolo del Governo è di decidere, e avevamo detto di che parametri avremmo tenuto conto. Tutte le opzioni rimangono aperte perché non sappiamo come evolverà la situazione anche perché ogni giorno che passa ci sono nuovi vaccinati e sempre più persone hanno gli anticorpi ma non bisogna perdere di vista la sicurezza”.
D: “Se i contagi aumentano, cosa deciderete per queste riaperture?”
Berset: “Non posso dirle cosa faremo tra una settimana, dipende dalle cifre e dalla consultazione con i Cantoni, abbiamo già modificato la strategia ma bisogna essere cauti. Sarebbe comunque la prima volta che riapriremmo delle attività nonostante l’aumento dei contagi. Bisogna tenere a mente che le concessioni non sono obblighi: anche se aumentiamo il limite delle persone a casa non è che bisogna invitare 10 persone a casa ogni sera. Il processo è stato messo in consultazione oggi e oggi le cifre non sono molto positive, tuttavia vista l’evoluzione delle vaccinazioni e la strategia di test riteniamo potrebbe essere possibile riaprire”.
Le domande dei giornalisti
14:53 - “Mantenere costruttive le critiche”
“Nel settore della ristorazione e della cultura né il Parlamento né il Consiglio federale possono promettere riaperture, con la mano sul cuore. Lo dimostrano anche i paesi vicini: il numero dei contagi può aumentare rapidamente se allentiamo la presa. L’amministrazione federale sta preparando delle opzioni e mette in pratica delle direttive, mentre il Parlamento emana le leggi necessarie. Affinché la separazione dei poteri funzioni ci vuole spirito critico, ma questo dev’essere costruttivo per contribuire alle decisioni. Noi speriamo che l’immunizzazione della popolazione si estenda sempre più, ma per questo obiettivo bisogna rimanere disciplinati. Tutti noi vogliamo ripartire”.
14:50 - 28’000 contratti di tirocinio firmati
“L’attribuzione dei posti di tirocinio avanza allo stesso ritmo degli anni passati, con delle variazioni a seconda delle zone e dei cantoni. Possiamo quindi garantire un’istruzione nonostante la pandemia, quindi vogliamo ringraziare tutto il sistema d’insegnamento e i giovani per il loro sforzo. Io so che la popolazione è impaziente di fronte alla prudenza del Consiglio federale, ma malgrado gli appelli a riaprire bisogna rimanere prudenti, questo permetterà di garantire le basi del nostro sistema economico e questo andrà a favore della ripresa, quando ripartiremo”.
14:46 - Esami di maturità
“Le associazioni di categoria vorrebbero che questi esami si svolgano secondo le modalità abituali, ma per sicurezza abbiamo dovuto rivolgerci ai nostri partner per stabilire quali misure adottare se non fosse possibile svolgere gli esami di maturità in forma classica, che valgono anche per gli esami del post obbligo e d’apprendistato. La ponderazione delle note sarà basata in parte sulle modalità d’esame, e i certificati saranno assolutamente validi per i cicli d’insegnamento successivo o per il mondo del lavoro. Seguiamo da vicino la situazione degli studenti anche a livello finanziario: le borse di studio e gli aiuti allo studio sono a disposizione delle scuole”.
Parla Guy Parmelin
14:43 - La questione Lonza
Alain Berset ha parlato anche della questione Lonza, dopo che un articolo del TagesAnzeiger accusava il Consiglio federale di aver rifiutato di produrre vaccini in casa. “Forse non bisognerebbe riscrivere la storia: un anno fa, come Consiglio federale, abbiamo ricevuto una lettera della Lonza per comunicarci un’ottima notizia. La Lonza era stata scelta da Moderna per partecipare alla produzione dei vaccini, con degli investimenti importanti in Svizzera. Ma non si è mai discusso, né sarebbe stato possibile, avere accesso ai vaccini di Moderna negoziando con Lonza. Non è investendo nelle infrastrutture con un subappaltatore con cui abbiamo degli ottimi rapporti, che ci si può arrogare dei diritti per acquistare vaccini. Quindi noi eravamo e siamo in contatto con Lonza, e lo siamo anche con Moderna. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per poter avere accesso ai vaccini: l’Ufsp ha negoziato con Moderna per avere dei vaccini, sapendo, e questo è un elemento importante, che parte della produzione sarebbe stata fatta in Svizzera. Quindi abbiamo potuto avere questi vaccini molto presto”.
14:42 - “Importante anche la situazione sociale ed economica”
“Dobbiamo cercare di fare in modo di avere in pugno la situazione, anche tenendo in conto delle difficoltà sociali ed economiche”
14:38 - Da aprile arrivano i test fai da te
“Abbiamo anche deciso che attualmente non è possibile stabilire cosa succederà in caso di una terza ondata, dobbiamo seguire l’evolvere della situazione settimana prossima perché è tutto molto incerto, è difficile prevedere cosa succederà. Dobbiamo continuare a seguire la situazione nei prossimi giorni, poi decideremo definitivamente venerdì prossimo. Comunque abbiamo confermato le decisioni sull’offensiva dei test gratuiti di massa, con presa a carico anche degli asintomatici. I test fai da te dovrebbero arrivare da inizio aprile”.
14:35 - La seconda fase
“Questa mattina abbiamo iniziato a consultarci sui cantoni sui seguenti elementi: apertura fino a 10 persone invece che 5 negli incontri privati all’interno, resteranno 15 all’aperto. Vorremmo far ripartire le manifestazioni sportive e culturali fino a 150 persone all’aperto e 50 all’interno, con piani di sicurezza e misure di protezione, con al massimo un terzo di capienza nei locali. Vorremmo alzare il limite delle attività sportive a 15 persone con mascherine all’interno e senza contatti. Abbiamo anche discusso la riapertura delle terrazze per bar e ristoranti, con l’obbligo di rimanere seduti, 4 persone sul tavolo e registrare tutti i dati di contatto. Possibilità per le case per anziani di non più portare la mascherina se si è stati vaccinati”.
14:32 - “Ci dobbiamo aspettare una terza ondata”
“Tutti i modelli concordano su una cosa: arriverà una terza ondata. Quello che non sappiamo è se sarà più forte o no, ma possiamo influenzarne l’entità. Lo ripeto sempre: distanza, distanza, mascherina e igiene delle mani. Questi gli elementi chiave per evitare i contatti. La situazione è fragile e incerta e il consiglio federale richiede prudenza. Il momento non è ottimale per le riaperture ma ci sembra possibile, con queste cautele, poter prevedere delle riaperture a patto di essere molto cauti. Non ci sono automatismi, dovremo decidere sul da farsi in maniera realistica. Vorremmo non perdere il controllo della situazione e più un ondata aumenta più ci vorrà tempo per tornare alla normalità”.
14:31 - Parla Alain Berset
“Alla fine di febbraio il Governo aveva annunciato un primo allentamento a marzo, discutendo un secondo pacchetto per il 12 marzo. Oggi il CF ha tratto il primo bilancio: la situazione epidemiologica attuale purtroppo non è quella che auspicavamo. I casi sono stagnanti, anzi in lieve aumento, con il 20% in più di contagi rispetto a inizio marzo. Tre parametri su 4 sono stati inoltre superati: incidenza, tasso di positività e tasso di riproduzione. L’unico miglioramento rilevato è il numero di letti in cure intense. Nel resto d’Europa la situazione non è migliore e non siamo in grado di spiegare il perché. Forse a causa delle varianti, forse l’effetto delle prime riaperture”.
14:30 - Comincia la conferenza stampa da Berna
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