
Vent'anni dopo il "no" del popolo svizzero all'adesione allo Spazio economico europeo (SEE), il presidente del PPD Christophe Darbellay vuole rilanciare il dibattito sul tema. In contropartita, il Consiglio federale deve ritirare la domanda di adesione all'Unione europea (Ue) depositata all'epoca. Darbellay ha esposto questa idea oggi alla televisione della Svizzera tedesca SF e sulla versione online del "Tages Anzeiger". In un testo in possesso dell'ats, il consigliere nazionale vallesano afferma che "la via bilaterale è diventata difficile, per non dire impraticabile" e che "la strada maestra si è trasformata in un vicolo cieco". Il governo cerca laboriosamente un cammino fra "bilaterali +" e "SEE -", senza chiamare le cose con il proprio nome, scrive il presidente del partito. La strada giusta "è forse lo Spazio economico europeo", "bisogna rompere un tabù e rilanciare la discussione", ha aggiunto ai microfoni della RTS. Il vallesano ha poi ricordato come Norvegia, Islanda e Liechtenstein facciano parte del SEE come Stati non membri dell'Unione europea, approfittando dei vantaggi dello Spazio economico pur conservando l'indipendenza. ATS
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