
La Confederazione non disporrà della competenza di finanziare la riparazione di edifici in seguito a sismi di grave entità. L'articolo costituzionale che lo prevedeva è stato bocciato oggi dal Consiglio nazionale con 99 voti contro 84 e 8 astenuti.
La maggioranza della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE-N) intendeva proporre un contributo da prelevare ai proprietari degli immobili pari allo 0,5% della somma assicurata, in caso di terremoti gravi, creando dunque un meccanismo di solidarietà. Il messaggio del Consiglio federale prevedeva invece un contributo pari allo 0,7% ed era stato respinto dal Consiglio degli Stati lo scorso dicembre.
Stefan Müller-Altermatt (Centro/SO) ha sottolineato a nome della maggioranza commissionale favorevole al progetto come attualmente non esista una norma costituzionale che regoli questi casi e che l'incombenza è lasciata ai proprietari, ma solo il 15% di loro ha stipulato una polizza e continueranno ad avere la responsabilità principale. «La commissione ha preso come caso limite per l'applicazione di questo articolo un terremoto la cui intensità si ripete circa una volta ogni cent'anni», ha spiegato.
Jon Pult (PS/GR) ha accusato la lobby del settore di confondere le acque tra assicurabilità degli immobili e la loro effettiva copertura, sottolineando come l'80% ne sia sprovvisto.
La posizione della minoranza è stata difesa da Christian Wasserfallen (PLR/BE): «Un terremoto che si verifichi in un centro urbano causerebbe danni molto maggiori rispetto a uno in zona rurale e non è nemmeno chiaro chi si incaricherebbe di stabilire con esattezza la somma dei danni. Considerando inoltre che diversi Cantoni non hanno un'assicurazione obbligatoria per gli immobili, riteniamo che ci siano ancora diverse incertezze. Alla luce di ciò, in questo momento consideriamo l'assenza di una normativa una soluzione migliore rispetto a una normativa inefficace».
Il democentrista Michael Graber (VS) era dell'opinione che questa legislazione avrebbe finito per penalizzare chi ha già deciso volontariamente di premurarsi contro un caso del genere, una visione che alla resa dei conti ha prevalso.
Con questa seconda non entrata in materia dopo quella dei «senatori» l'oggetto è definitivamente cassato.

