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Svizzera
Dall'UDC un chiaro no ai giudici stranieri
Dall'UDC un chiaro no ai giudici stranieri
Dall'UDC un chiaro no ai giudici stranieri
Redazione
8 anni fa
Approvata all'unanimità l'iniziativa popolare in votazione il 25 settembre, mentre Rösti punta il dito contro gli altri partiti.

I circa 400 delegati dell'UDC, riuniti in assemblea a Unterägeri (ZG), hanno approvato all'unanimità l'iniziativa popolare "per l'autodeterminazione (il diritto svizzero anziché giudici stranieri)", lanciata dalla stessa Unione democratica di centro. Per il partito è una questione di democrazia, ma anche di prosperità economica.

Prima del voto diversi consiglieri nazionali hanno presentato gli argomenti a favore del testo. Per Gregor Rutz (ZH) è importante salvaguardare la libertà di prendere le decisioni in modo autonomo.

L'autodeterminazione, secondo Barbara Steinemann (ZH), permetterà inoltre di ridurre i costi dell'aiuto sociale, che sono in continuo aumento a causa dei trattati internazionali. Per Luzi Stamm (AG) anche la sinistra ne trarrebbe benefici, date le norme ecologiche più severe in Svizzera. "Non si tratta di una questione di destra o sinistra, ma di democrazia", ha aggiunto l'argoviese.

Magdalena Martullo-Blocher (eletta nelle file dell'UDC grigionese) ha sostenuto che la Confederazione deve la sua prosperità all'autodeterminazione. "Se la Svizzera dovesse sempre adottare le regole internazionali non sarebbe più migliore dei suoi concorrenti, ma solo più cara".

Durante il discorso d'apertura dell'assemblea, il presidente del partito Albert Rösti ha accusato gli altri partiti di governo. Nel dibattito sull'accordo istituzionale PS, PLR e PPD puntano il dito contro l'UE, ma una volta che saranno passate le elezioni federali (nell'autunno del prossimo anno, ndr) riprenderanno il loro normale corso eurofilo, ha sostenuto il bernese.

Per dimostrare l'ipocrisia degli altri presidenti di partito, Rösti ha citato il loro rifiuto di voler inviare una lettera comune al Consiglio federale per chiedere la sospensione dei negoziati con Bruxelles. Quanto alla regola degli otto giorni, questa è solo un dettaglio destinato a distogliere l'attenzione dai veri obiettivi di Bruxelles.

Per Rösti, insomma, la soluzione risiede nell'iniziativa contro i giudici stranieri, che permetterebbe di affossare l'accordo quadro. Un "no" all'iniziativa sull'autodeterminazione sarebbe un segnale disastroso da inviare a Bruxelles, ha aggiunto Roger Köppel (ZH).

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