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Conflitto
Dall'inizio della guerra, la Svizzera ha inviato all'Ucraina oltre 6 miliardi di franchi
Ats
11 ore fa
Circa 900 milioni di franchi provenivano dalle unità responsabili per l'aiuto umanitario e per la cooperazione allo sviluppo ed economica – Anche negli anni a venire gli aiuti finanziari continueranno a fluire

Dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio 2022, la Confederazione ha sostenuto la popolazione ucraina all'interno del Paese e all'estero con oltre sei miliardi di franchi. Anche negli anni a venire gli aiuti finanziari continueranno a fluire. Tra l'altro, di fronte all'intensificarsi degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine, è stata aumentata anche l'entità del sostegno invernale.

Stando alle autorità federali, l'aiuto per l'Ucraina colpita dalla guerra è estremamente necessario. Infatti, a quattro anni dall'invasione, circa la metà della popolazione ucraina dipende dall'assistenza umanitaria.

Fino alla fine del 2025, la Confederazione ha stanziato complessivamente 6,08 miliardi di franchi per la popolazione colpita dalla guerra in Ucraina, hanno indicato all'agenzia Keystone-ATS il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e quello degli affari esteri (DFAE).

Circa 900 milioni di franchi provenivano dalle unità responsabili per l'aiuto umanitario e per la cooperazione allo sviluppo ed economica. Ciò riguardava in particolare la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e la divisione Pace e diritti umani del DFAE.

Dall'aiuto umanitario allo sminamento

Con questi fondi, secondo quanto riportato dalla Confederazione, vengono realizzate varie misure per sostenere l'Ucraina. Queste vanno dall'aiuto umanitario e l'impegno per una soluzione pacifica allo sminamento umanitario e all'assistenza finanziaria, fino alla concessione dello statuto di protezione S per gli ucraini che cercano protezione nel nostro Paese.

Per lo sminamento, ad esempio, il Consiglio federale ha stanziato complessivamente 100 milioni di franchi per il periodo 2024-2027. Con questi fondi, secondo la Confederazione, la Svizzera è uno dei maggiori finanziatori statali per lo sminamento in Ucraina.

Lo scorso anno la Confederazione ha utilizzato complessivamente 1,71 miliardi di franchi per l'Ucraina. La parte principale, quasi l'85%, proveniva dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Un ulteriore 15,5%, ovvero 265,7 milioni di franchi, provenivano dalla DSC, dalla SECO e dalla divisione Pace e diritti umani nell'ambito del programma nazionale per l'Ucraina.

Complessivamente per il 2025 erano inoltre inclusi circa 800'000 franchi provenienti dal Dipartimento della difesa (DDPS). Anche altri uffici federali hanno partecipato con circa 4,3 milioni di franchi al sostegno della popolazione ucraina colpita dalla guerra.

CF vuole sostegno a lungo termine

La Svizzera dovrebbe quindi continuare a svolgere un ruolo guida nell'aiuto all'Ucraina. Il Consiglio federale ha infatti deciso di investire a lungo termine nella ricostruzione del Paese. Per il periodo tra il 2025 e il 2036, sono previsti cinque miliardi di franchi nell'ambito del programma nazionale per l'Ucraina, quale parte della strategia di cooperazione internazionale approvata dal Parlamento.

Secondo la Confederazione, il programma nazionale per Kiev si concentra su tre ambiti di intervento: ripresa economica, servizi pubblici nonché protezione della popolazione civile e pace.

In una prima fase, fino al 2028, dovranno essere stanziati complessivamente 1,5 miliardi di franchi. Per l'anno in corso, secondo i dipartimenti competenti, sono riservati 342,25 milioni di franchi. Per la seconda fase tra il 2029 e il 2036, il Consiglio federale sta valutando ulteriori fonti di finanziamento per i restanti 3,5 miliardi di franchi.

Aiuti invernali rafforzati causa continui attacchi

Nell'ambito del programma, la Svizzera mette inoltre a disposizione un importo per gli aiuti invernali all'Ucraina. Nell'inverno 2025/2026 sono stati versati a tale scopo circa 15,4 milioni di franchi, ha precisato il DEFR all'agenzia Keystone-ATS.

Inoltre, lo scorso 11 febbraio, il Consiglio federale ha deciso un pacchetto di aiuti per la fornitura di beni energetici urgentemente necessari per un valore di 32 milioni di franchi. Tra questi figurano, ad esempio, moduli elettrici alimentati con gas naturale e generatori diesel.

Durante il recente Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR), il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva chiesto aiuto al presidente della Confederazione Guy Parmelin. A causa dell'intensificarsi degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche, attualmente molti cittadini e cittadine ucraine vivono senza riscaldamento, e ciò con temperature estremamente rigide.

L'importo stanziato dal Governo proviene anch'esso dal fondo del Programma nazionale per l'Ucraina. Il volume complessivo degli aiuti è quindi superiore rispetto all'inverno 2024/2025, quando erano stati versati 45 milioni di franchi.

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