
Il Dalai Lama visiterà la Svizzera per la ventiduesima volta nel corso del mese di agosto. Nessun ricevimento ufficiale è però previsto per l'occasione e nessun membro del Consiglio federale accoglierà ufficialmente il leader spirituale tibetano. Lo ha reso noto oggi il portavoce del governo André Simonazzi. I 6500 biglietti messi in vendita per le conferenze che il Dalai Lama terrà il 4 e 5 agosto a Losanna sono andati a ruba. Nessun esponente del governo svizzero sarà invece presente agli appuntamenti. Il portavoce del Consiglio federale ha precisato che la decisione di non inviare alcuna delegazione ufficiale a questi eventi è stata presa all'inizio di luglio. Le ragioni della scelta non sono state precisate, anche se molti media elvetici hanno avanzato l'ipotesi che queste siano da individuare nelle pressioni esercitate dalla Cina e nel fatto che Svizzera e Cina stanno attualmente elaborando accordi commerciali. Il governo cinese ha negli ultimi tempi sempre criticato i ricevimenti ufficiali del leader tibetano. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nega però qualsiasi tipo di pressione da parte cinese, anche se il portavoce del DFAE, Erik Reumann, non ha tenuto ad esprimersi in merito alla scelta del governo. D'altra parte il sito del DFAE ricorda che il dialogo è indispensabile per migliorare la situazione dei diritti umani e risolvere la questione tibetana. La possibilità di incontri informali resta comunque aperta. Il DFAE chiarisce semplicemente ora le circostanze nelle quali si potrebbero svolgere. La presidente del Consiglio Nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi (PPD/TI), ufficialmente prima cittadina elvetica, si è da parte sua dichiarata disponibile. La comunità tibetana svizzera è la seconda più numerosa al mondo al di fuori dell'Asia. Negli ultimi 20 anni il Dalai Lama ha incontrato in modo informale cinque consiglieri federali. L'ultimo è stato Pascal Couchepin nel 2005. ATS
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