
"Sì" alla naturalizzazione agevolata dei giovani stranieri di terza generazione, in votazione il prossimo 12 febbraio, e alla Strategia energetica 2050, sulla quale il popolo si esprimerà il 21 maggio. Sono le raccomandazioni di voto decise oggi dall'assemblea dei delegati del PPD, riunita a Berna.
Il decreto federale sulla naturalizzazione facilitata è stato massicciamente approvato, con 214 voti favorevoli e 60 contrari. Da notare che se al Consiglio nazionale tutti i deputati democristiani avevano appoggiato la proposta, agli Stati la maggioranza dei "senatori" del partito l'aveva respinta.
La Strategia energetica 2050, che persegue anche l'obiettivo dell'uscita dal nucleare e il rafforzamento delle rinnovabili, ha invece raccolto i favori di 266 delegati; 12 si sono espressi contro e 9 si sono astenuti.
Gli altri due oggetti in votazione il 12 febbraio, il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (Fostra) e la Legge sulla riforma III dell'imposizione delle imprese, erano già stati approvati in ottobre dall'assemblea dei delegati. Il primo con 198 voti contro 24, il secondo con 224 favorevoli e 5 contrari.
Intervenuta all'assemblea, la presidente della Confederazione Doris Leuthard ha sostenuto la necessità delle riforme sulla fiscalità e sull'energia poste in votazione. "La globalizzazione è stata positiva per la Svizzera, ma per mantenere e migliorare lo standard di vita bisogna guardare avanti", ha sostenuto la consigliera federale democristiana.
"Nella vita, ha proseguito Leuthard, c'è sempre bisogno di equilibrio, ad esempio tra una politica regolatrice e l'economia. Il PPD in passato si è impegnato con successo per questi equilibri, e deve continuare su questa via, con una politica pragmatica ed efficace a favore del ceto medio", ha affermato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Il presidente del PPD Gerhard Pfister ha da parte sua evocato il contesto attuale, segnato dalla crisi e dall'aumento del populismo. "Di questi tempi, abbiamo più che mai bisogno di una politica fatta di punti di riferimento, di responsabilità e di sicurezza", ha sostenuto aggiungendo che questi sono proprio i valori democratici e cristiani dell'Europa e del suo partito.
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