
C’è un filo comune tra Piero Marchesi, Greta Gysin e Alex Farinelli. Forti dell'esperienza al Nazionale, tutti e tre si sfideranno per un posto in Governo il prossimo aprile. Un’ambizione tutt’altro che insolita: una fotografia della NZZ parla di vera e propria fuga da Berna elencando una lunga lista di deputati pronti a rientrare a casa. Oltre al Ticino, anche il Canton Zurigo è particolarmente gettonato con quattro consiglieri nazionali in corsa. Tra i motivi l'articolo evidenzia la volontà di passare dalla teoria alla pratica al motto di più responsabilità. Il politologo Nenad Stojanovic sottolinea però altri due aspetti: salari e termini massimi dei partiti (quest'ultimo fattore non riguarda i candidati ticinesi), invitando a non sottostimarli. «Un consigliere nazionale guadagna all'anno 100-130mila franchi a seconda della sua presenza in Parlamento e nelle Commissioni. In caso di elezione al Consiglio di Stato il salario è il doppio», argomenta Stojanovic.
«Si hanno anche responsabilità maggiori»
La costellazione planetaria, va detto, non è però tra le più fortunate: dal prossimo Governo ticinese si attendono risparmi, riforme, prospettive. «Certo, diventa un lavoro a tempo pieno ben pagato ma con delle responsabilità maggiori. E non tutti se la sentono», sottolinea al contempo il politologo. Detto delle motivazioni personali, per i partiti si tratta di una perdita o di un guadagno? Secondo Stojanovic, per un partito nazionale la prima, soprattutto se il candidato in questione ricopre un ruolo importante come capogruppo o presidente di Commissione. D'altro canto, gli Esecutivi cantonali ci guadagnano: «Questi ministri godono di esperienza e, soprattutto, di una rete di contatti federali».
Dal Consiglio di Stato al Consiglio degli Stati
Un fenomeno non nuovo tiene a precisare Stojanovic. A cambiare, nel tempo, è stato piuttosto lo sguardo verso il Consiglio degli Stati dove, comunque, si è 1 su 46. Soprattutto da parte di consiglieri di Stato che non vogliono o possono più rinnovare i loro mandati. «È quasi una questione di prestigio e, spesso, anche l'elezione agli Stati diventa un trampolino per un'eventuale candidatura al Consiglio federale», spiega il politologo portando l'esempio dell'attuale ministra Karin Keller-Sutter. «Posso immaginarmi che Christian Vitta sia interessato a un posto del genere, così come potrà esserlo in futuro Norman Gobbi. Sempre che il contesto sia loro favorevole: farsi eleggere alla Camera alta non è affatto semplice», conclude Stojanovic.

