Cerca e trova immobili
Svizzera
Dal Medico del traffico al Tribunale federale, il conto è salato
Dal Medico del traffico al Tribunale federale, il conto è salato
Dal Medico del traffico al Tribunale federale, il conto è salato
Redazione
8 anni fa
Un automobilista ha riavuto la patente dopo 2 perizie, di cui una parzialmente sbagliata. Ma deve sborsare altri 3'000.-

Un automobilista d’Oltralpe, già in possesso di una patente B, si è ritrovato catapultato in una lunga e onerosa vicenda burocratica giudiziaria dopo aver richiesto una licenza per allievo conducente per la categoria A1. Nel mese di febbraio del 2016 inoltra la domanda all’Ufficio della circolazione stradale e nautica del Canton San Gallo e nel relativo formulario indica di essere stato in cura in un istituto per alcolisti nel corso del 2015.

Le autorità cantonali decidono quindi di sottoporlo a una perizia del Medico del traffico presso l’Istituto di medicina legale (IRM) sangallese. A metà giugno 2016 l’IRM lo ritiene ancora un pericolo e stabilisce che la licenza per allievo conducente gli può essere concessa solo dopo un periodo di astinenza controllata dall’alcol di almeno 6 mesi. Poi la mazzata: l’Ufficio della circolazione gli revoca la patente B a tempo indeterminato. L'automobilista si rivolge al Tribunale amministrativo cantonale, ma il suo ricorso viene rigettato il 7 novembre successivo.

Dieci giorni dopo l’Ufficio della circolazione gli intima di sottoporsi a una seconda perizia, questa volta presso l’Istituto di medicina legale di Zurigo. L’esito, questa volta, è favorevole: la seconda perizia evidenzia infatti delle lacune in quella precedenti e il 22 febbraio 2017 l’uomo ottiene nuovamente la sua patente e la licenza per allievo conducente a patto di sottoporsi a regolari controlli.

Preso atto dell’esito positivo degli esami l’automobilista decide di chiedere una revisione della sentenza del Tribunale ammnistrativo e il rimborso delle spese giudiziarie sostenute, ma la Corte non entra nel merito. L’uomo decide quindi di rivolgersi al Tribunale federale (TF), ma anche i supremi giudici losannesi gli danno torto. Nonostante la seconda perizia abbia evidenziato degli errori in quella precedente, ha argomentato la Corte federale, l’Ufficio della circolazione sangallese si è correttamente basato sugli elementi a sua disposizione, ovvero quanto inizialmente comunicato dall’IRM. Gli errori contenuti nella perizia non giustificano dunque una revisione della sentenza della Corte cantonale. L’automobilista dovrà pure accollarsi le spese giudiziarie di 3'000 franchi.

(Sentenza 1C_589/2018 del 16 gennaio 2019)

nic

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata