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Svizzera
Dal 2024 imposta su import anche per i veicoli elettrici
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
3 anni fa
Il Consiglio federale ha posto in consultazione una modifica dell’ordinanza sull’imposizione degli autoveicoli, con lo scopo di includere un'imposta sull'importazione anche di veicoli elettrici. Finora erano esentati.

Anche sull'importazione di vetture elettriche andrà applicata dal 2024 un'imposta affinché sia possibile, anche in futuro, assicurare mezzi finanziari sufficienti destinati alla costruzione e manutenzione delle strade nazionali. È il punto centrale del progetto di modifica della pertinente ordinanza approvato oggi dal Consiglio federale e inviato in consultazione fino al 12 luglio. L'imposizione degli autoveicoli elettrici è parte del piano di correzione per il bilancio dello Stato deciso dal Consiglio federale nella seduta del 25 gennaio scorso.

La situazione attuale

Attualmente, spiega una nota governativa, la Confederazione riscuote un'imposta del 4% sul prezzo all'importazione di veicoli destinati al trasporto di persone o di merci. Anche se questo balzello è completamente addossato ai consumatori, l'aumento del prezzo finale di una vettura è inferiore al 4%, specifica il comunicato. Stando alla Costituzione federale, gli introiti sono vincolati, ossia devono confluire nel Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA).

Finora esenzione per le auto elettriche

L'esenzione per le auto elettriche si applica dal 1997. Lo scopo? Invogliare i consumatori ad acquistare simili veicoli contribuendo così ad espandere la mobilità elettrica. Nel frattempo, però, con la crescita della mobilità pulita la situazione iniziale è cambiata: dal 2018 al 2022 il numero di autoveicoli elettrici importati è passato da 8 mila a oltre 45 mila: nel 2022, la loro quota rispetto alle importazioni complessive ha toccato quasi il 20%. Il risultato? Un consistente calo delle entrate con perdite fiscali per il 2022 di 78 milioni di franchi, che dovrebbero salire a circa 100-150 milioni per l'anno in corso. Di questo passo, se non si fa nulla, i mancati introiti sono stimati in 2-3 miliardi per il periodo 2024-2030.

Il 4% per tutti per colmare i mancati introiti

Con la modifica dell'ordinanza, l'esecutivo intende contrastare le perdite fiscali a carico del FOSTRA. L'obiettivo è sopprimere, a partire dal 2024, l'esenzione dall'imposta per gli autoveicoli elettrici e imporre in futuro questi veicoli all'aliquota normale del 4%. Secondo il Consiglio federale, l'esenzione in vigore non è più necessaria per via sia dell'aumento della quota degli autoveicoli elettrici rispetto alle importazioni complessive sia dell'allineamento dei prezzi.

Dal 2030 prevista un'altra imposta

Nella nota il Governo precisa che l'imposta prevista per i veicoli a propulsione alternativa non fa parte del presente progetto. Con la crescente diffusione degli autoveicoli elettrici e di altri veicoli a propulsione alternativa, oltre alle entrate provenienti dall'imposta sugli autoveicoli diminuiscono anche quelle derivanti dall'imposta sugli oli minerali. Ecco perché s'intende introdurre la nuova imposta entro il 2030.

Migliorare il bilancio dello Stato

Nel contempo, una futura imposizione degli autoveicoli elettrici avrebbe un effetto positivo sull'intero bilancio della Confederazione: se i versamenti nel FOSTRA dall'imposta sugli autoveicoli aumenta nuovamente, il conferimento dall'imposta sugli oli minerali può essere temporaneamente ridotto. Così facendo, il bilancio viene sgravato di quasi 150 milioni di franchi all'anno.