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Dai costi sanitari ai beni alimentari: in Svizzera è tutto più caro
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Redazione
3 anni fa
Prospettive nere anche per il futuro, con l’aumento dei premi malattia stimato per il 2024 tra l’8 e il 10%. Il tema è stato al centro di un incontro tra Mister Prezzi e le associazioni dei consumatori, che rivendicano: “Le riforme per contenere i costi vanno concretizzate”.

Il dato definitivo lo avremo solo a fine settembre, ma le voci si rincorrono da mesi e dicono tutte la stessa cosa: i premi di cassa malati aumenteranno anche l’anno prossimo. E sarà una stangata. A darne notizia oggi è il portale comparativo bonus.ch, che per la Svizzera stima un aumento medio tra il 7 e l’8%. Era del 6,6% l’anno scorso. Ancora una volta al Ticino va addirittura peggio, con un incremento valutato del 10%. Già per il 2023 il premio medio era salito a +9,2.

Aumenti che toccano diversi ambiti

Il rincaro dei premi, che riflette l’andamento dei costi sanitari, è in cima alle preoccupazioni dei cittadini ma non è l’unico in questo periodo. Nei giorni scorsi da ogni angolo del Cantone, o quasi, è stato comunicato l’innalzamento delle tariffe elettriche. E restando in tema di energia, negli ultimi mesi, come mostra il sito GlobalPetrol.Price, anche il prezzo della benzina, in Svizzera, è tornato a salire: da 1 franco e 80 al litro a fine maggio si è passati a 1 e 91 a fine agosto.

I generi alimentari

In su anche i prezzi dei beni alimentari. A darne indicazione oggettiva è l’Ufficio federale di statistica, che per il mese di agosto ha calcolato un aumento complessivo dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, vale a dire l’indicatore dell’inflazione, dello 0,2% rispetto a luglio. La tendenza è in corso da mesi e vengono riportati esempi concreti. Prendiamo il pane: da 102 a maggio l’indice è salito a 111, il formaggio da 100 a 109, il burro da 106 a 117 e le patate da 97 a 108.

Porre un freno ai costi sanitari

Chiudiamo questa carrellata con le previsioni del costo delle pigioni. “Possibile aumento degli affitti in Svizzera di oltre il 15% entro il 2026”, titolava sabato scorso il Blick riportando le valutazioni dell’Ufficio federale delle abitazioni. Sia quel che sia, l’erosione del potere d’acquisto c’è ed è in atto. Occorre agire. In primis, ponendo un freno ai costi sanitari.

Cosa fare di fronte a questo aumento dei prezzi

I cittadini, di fronte a questi aumenti, cosa possono fare? Proprio oggi, a Berna, si è tenuto il primo vertice sul potere d’acquisto, convocato dal sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans e che ha riunito le organizzazioni svizzere dei consumatori, che sono confrontate con un numero crescente di preoccupazioni finanziarie da parte di cittadini. Per il Ticino era presente ACSI. “Constatiamo una grande preoccupazione da parte dei cittadini e né lo Stato né il mondo economico stanno dando delle risposte concrete”, ci spiega Ivan Campari, redattore responsabile della Borsa della spesa, il periodico dell'Associazione dei consumatori della Svizzera italiana. “Un primo passo sarebbe quello di affrontare la realtà, riconoscendo che molte persone stanno arrivando al limite e che non si può più andare avanti con questi aumenti. Aumenti che non sono tutti giustificati. Serve più trasparenza su cosa si cela dietro ai prezzi e cosa li determina. Spesso non è chiaro, come nel settore sanitario o energetico”.

ACSI attiva sul fronte sanitario

Durante il vertice le organizzazioni hanno deciso di suddividersi gli ambiti di intervento. ACSI in particolare, ci spiega ancora Campari, sarà attiva nel settore della sanità, un ambito “molto sentito in Ticino, dove i premi di cassa malati subiscono aumenti maggiori che negli altri cantoni”. Sono stati fatti passi avanti, aggiunge, verso la trasparenza dell’invio della fattura al paziente. “Ma non tutti le stanno ricevendo e queste fatture spesso sono incomprensibili. I pazienti non riescono a fare le verifiche. Occorre renderle comprensibili, noi ci batteremo in tal senso. Inoltre cercheremo di spingere per un maggiore uso dei farmaci generici. C'è molta strada da fare e anche un grande potenziale di risparmio”.

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