
Aveva vinto The Voice of Switzerland, stupendo tutti per la sua incredibile voce. Ma, dopo un album iniziale, Tiziana Gulino è scomparsa dalle scene. Adesso però, dopo 4 anni, è tornata con un nuovo e sorprendente album, dove parla di temi coraggiosi. A partire dalla sua omosessualità, cosa assolutamente non scontata per una ragazza di 21 anni. La giovane zurighese di origini italiane non ha però assolutamente paura di parlare apertamente delle sue emozioni e, anzi, sembra avere ben chiara la direzione del suo percorso musicale e di vita…
Tiziana, dopo 4 anni ecco il tuo secondo album “My Voice”. Cosa è successo durante questo lungo periodo di assenza dalle scene?In realtà ho lavorato parecchio, sia con la musica che da infermiera. L’esperienza a The Voice of Switzerland è stata fantastica ma mi ha costretto a prendere una pausa dal lavoro. Quindi ho voluto finire l’apprendistato e prendere la maturità. Ma come detto prima non ho mai lasciato la musica: ho incontrato un team e un produttore con i quali ho lavorato piano piano, cosa che mi ha permesso di crescere molto caratterialmente. Oggi mi sento più matura e credo di riuscire a trasmettere le cose che ho capito in questi anni nei testi delle mie canzoni.
Pensi che non saresti riuscita a esprimere le tue emozioni subito dopo la vittoria a The Voice?Avevo 17 anni. In questi quattro anni è successo molto: in quest’album c’è molto delle mie esperienze e del mio vissuto che non avrei inevitabilmente potuto avere prima.
Per prima cosa, in “My Voice” ti sentiamo cantare anche in italiano.Per me è stato molto importante poter cantare nella mia lingua madre. Ho sempre cantato in inglese ma negli ultimi tempi ho scoperto che mi piace cantare anche in italiano. E molte persone mi dicono che, anche se non capiscono le parole, trovano alcune sfumature particolari nella mia voce se canto in italiano. Quindi, quando abbiamo iniziato a lavorare sull’album, per me era chiaro che l’avrei cantato in due lingue.
Nell’album parli apertamente di temi sociali e personali, come la tua omosessualità.Durante The Voice ho cominciato la relazione con la mia attuale compagna. E’ stato un momento molto difficile, perché ero felice e innamorata ma non potevo dirlo a nessuno. Sono una persona aperta e che tende a dire sempre quello che sente e la verità: dovermi tenere tutto dentro è stato come sentirmi in galera.
La Svizzera però è un paese aperto…Forse è indietro sotto alcuni aspetti. Fare outing per un ragazzo o una ragazza è molto difficile. C’è sempre chi critica e giudica e alcune persone possono rimanere ferite da certi commenti. Io mi sento molto forte, non penso alle critiche e anzi, ho voluto raccontare la mia esperienza proprio per far sentire meno sole le persone che ancora oggi si tengono tutto dentro per paura. Sono convinta che bisogna parlarne e farci vedere, perché nel 2018 non può essere ancora un tabù.
E’ stato difficile fare outing con le persone a te vicine?No, perché sono felice di stare con questa ragazza, che era già la mia migliore amica, e non ho mai visto la mia omosessualità come una cosa negativa o un limite. E probabilmente questo ha aiutato gli altri ad accettarmi. Se mi vuoi bene accetti quello che mi rende felice: anzi la cosa che più mi aveva fatto stare male era tenermi queste emozioni positive dentro di me, senza poterle condividere.
In questi mesi ci sono stati diversi Gay Pride in Svizzera, suscitando a volte critiche e manifestazioni di protesta.Posso capire se per alcuni è difficile capire il Gay Pride, che sotto alcuni aspetti può sembrare esagerato. Ma questa manifestazioni sono importanti, perché facciamo vedere che ci siamo e chi partecipa trova persone che hanno sofferto e che hanno avuto esperienze come le loro. Se il Pride non ci fosse la gente tornerebbe a nascondersi: e invece dimostriamo che ci siamo e che continueremo a manifestare finché non avremo gli stessi diritti di tutti. Non possono proibirci di amare.
Tornando all’album, “sfoggi” una voce con colori particolari. A chi ti sei ispirata?In realtà è difficile fare dei nomi in particolare, perché ascolto un sacco di musica e sono tantissimi i cantanti che ammiro: da Adele a Ed Sheeran, a Alessandra Amoroso e tanti altri… Ognuno ha la propria storia, ha lottato per essere lì: ed è per questo che ogni volta che li vedo sul palco rimango a bocca aperta e mi emoziono…
Un disco dai testi impegnati ma con musica pop.Non credo che una canzone debba essere seria o triste per parlare di un tema importante. Credo che poche parole, dette in maniera semplice ma efficace, siano sufficienti per far riflettere chi l’ascolta.
Canti “I wanna be me”. Ma tu credi di riuscire a essere te stessa?Direi di sì: soprattutto perché in questo album sono riuscita a dire tutto quello che volevo dire e che avevo dentro.
Quando ti vedremo in Ticino?Spero presto! Sarebbe davvero bello esibirmi di fronte a un pubblico con cui parlo la stessa lingua. E credo che il bello delle canzoni cantate in italiano sia che il testo ha una parte molto importante, che il pubblico sente molto. E’ una cosa che mi affascina e mi piacerebbe testarlo nel vostro splendido Cantone!
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

