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Svizzera
Da ottobre allo stadio con la mascherina
Al via i grandi eventi con più di mille persone ma solo a precise condizioni. Responsabilità ai Cantoni e agli organizzatori, Berset: “Sarà una sfida”. Paesi a rischio: “Il Belgio presto via dalla lista. La Francia resta fuori”

Dal primo di ottobre, a precise condizioni, si potranno tenere manifestazioni con oltre mille persone in Svizzera: per le partire di calcio e hockey saranno autorizzati unicamente posti a sedere (i due terzi degli spazi) e sarà applicato l’obbligo della mascherina. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale in merito alle misure per contenere il coronavirus.

La competenza per autorizzare manifestazioni sportive o di altra natura spetterà ai Cantoni. Per ogni appuntamento con oltre 1’000 persone si dovrà presentare un piano di protezione soggetto a severe prescrizioni. Sarà ad esempio applicato, con poche eccezioni, l’obbligo generale di offrire solo posti a sedere, e i flussi di persone dovranno essere gestiti in modo chiaro. I Cantoni potranno revocare le autorizzazioni se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Gli organizzatori, ha spiegato il Consiglio federale, “devono garantire che i tifisoi si attengano alle regole”. Inoltre, sarà consentita la consumazione di cibo e bevande, ma sarà possibile solo al proprio posto.

A causa della pandemia, lo ricordiamo, il Consiglio federale aveva vietato le manifestazioni con più di mille persone dal 28 febbraio. Da allora poi le misure erano state allentate il 6 giugno con eventi fino a 300 persone e poi dal 22 giugno fino a un massimo di mille.

Di seguito lo schema con tutto quello che c’è da sapere

Dal primo ottobre grandi manifestazioni consentite: ecco le condizioni
Dal primo ottobre grandi manifestazioni consentite: ecco le condizioni

15:53 - “Secondo i rumors il Dipartimento dell’interno voleva togliere il permesso dell’alcol”
R, Berset: “Abbiamo preso la decisione in Consiglio federale, per me è una scelta sostenibile”.

15:51 - “È un rischio elevato dare la scelta ai Cantoni, no?”
R, Berset: “I Cantoni hanno dimostrato che finora fanno sul serio e sanno fare quello che devono fare, è questione di fiducia e negli ultimi mesi abbiamo visto che non c’è una situazione stabile. Negli ultimi mesi abbiamo visto una collaborazione eccezionale fra Cantoni e Confederazione. Il federalismo in questa situazione si è dimostrato un modello vincente”.

15:49 - “Come si farà in autunno con la tosse, per esempio?”
R, Berset: “Chi ha dei sintomi deve stare a casa altrimenti ci troviamo in una situazione impossibile”.
R, Kuster: “Ribadisco, siamo in una nuova normalità e in autunno cambierà ancora. Anche con i sintomi lievi bisogna fare molta attenzione e quindi non si va in uno stadio dove non si può controllare la situazione”.

15:47 - “Stadi con solo posti in piedi, come fare?”
R, Berset: “Noi siamo vicini a quello che hanno chiesto le leghe, ci dicono che è fattibile. Per i grandi eventi bisogna avere un bilanciamento, sono i club che hanno preso questa idea”.

R, Kuster: “I controlli della febbre non è previsto, noi sappiamo che vale per una piccola parte delle persone infettate”.

15:45 - “Divieto di consumo di alcol. Spostate una decisione agli organizzatori?”
R, Berset: “La questione è che cerchiamo di agire in modo proporzionato. È da metà marzo che lo ribadiamo, l’obiettivo è sempre stato il principio della proporzionalità. Apriamo prima rispetto ad altri paesi e cerchiamo di farlo in modo proporzionato, ci sono delle regole all’estero che hanno un divieto totale di consumo di bevande alcoliche. Ma noi siamo disposti di tentarlo, capaci però di intervenire se la situazione lo richiederà, dobbiamo avere un buon equilibrio. Tutto deve essere legata a una certa flessibilità”.

15:44 - “È giusto che le scelte pesino sui Cantoni?”
R, Berset: “Non possiamo buttare il tempo e aspettare che la situazione cambi. So che le situazioni sono complesse per i cantoni, per le organizzazioni e per gli spettatori. Impariamo tanto da questa situazione e noi possiamo andare avanti”.

15:42 - “Misure per il settore degli eventi?”
R, Berset: “Il settore della grande manifestazione è desolata, so che si trova in una situazione difficile però dobbiamo trovare un percorso evitando che la situazione ci sfugga in inverno. Sono consapevole che questo pone difficoltà per gli organizzatori”

15:40 - “Le multe?”
R, Berset: “Non le abbiamo previste per ora. Le leghe svolgono un ruolo importante, le persone che non seguono le regole possono essere sanzionate dalle organizzazioni. Tutto si deve svolgere in modo che vengano rispettate le misure, l’attuazione dipende da chi organizza gli eventi”.

15:38 - “Non si fa differenza tra pista da ghiaccio e stadi”
R, Besert: “Per la cifra dei due terzi non bisogna dimenticare che è più difficile gestire la situazione in uno stadio chiuso piuttosto che in uno stadio aperto. È più chiara questa misura, ci sono stadi dove si dice che c’è solo l’obbligo del posto a sedere perché riduce la possibilità visto che tante persone contate in piedi non potranno esserci”.
R, Gerber: “Le forze dell’ordine possono intervenire se un blocco di persone non rispettano le misure, ma con degli spettatori che non rispettano le regole possono essere anche espulse dallo stadio, come succede ora”.

15:37 - “Ci saranno partite dove saranno concesse in alcune parti sì e in altre no”.
R, Berset: “Sì, potrà capitare. L’autorizzazione viene concessa per ogni evento, per le leghe non viene data un’autorizzazione per tutta la stagione ma per ogni partita e rimarrà così”.
R, Gerber: “C’è la possibilità che per una manifestazioni si possa avere un’autorizzazione collettiva”.

15:35 - “Vale anche per il Liechtenstein?”
R, Berset: “La nostra lega calcistica vale per due nazioni ma il Liechtenstein è uno stato sovrano e ci sono regole del Paese”.

15:33 - “Con le limitazioni c’è una serie di eventi che non potranno tenersi a tali condizioni. Cosa succederà?”
R, Berset: “Se guardiamo la situazione siamo coscienti che non ci sono stati eventi, di nessun tipo. Ora siamo arrivati a una situazione in cui è possibile fare questi eventi ma con regole precise. Più passano i mesi, se tutto il resto non cambia, più si impara a fare attenzione e permette a questi eventi di tenersi. Quello che cambierà sarà l’inverno che creerà eventi favorevoli alla diffusione del virus. Ci sono diversi punti a livello delle persone vulnerabili o alle persone a rischio. Facciamo di tutto affinché gli eventi possano tenersi il più presto possibile, ma ora possiamo incoraggiare la ricerca”.

15:30 - “Per l’alcool sembra un compromesso. Limitate senza mettere a rischio i piani di protezione?”
Berset: “Nella misura del possibile bisogna pensare a una situazione normale. Non c’è il divieto di vendere alcool o consumarlo ma il piano di protezione non può essere messo a repentaglio. È uno stimolo per gli organizzatori degli eventi affinché possano fissare regole precise. Se non funzionasse ci dovrà essere una possibilità per i cantoni di reagire. Se il piano di protezione è buono il consumo e la vendita sarà accettabile”.

15:29 - “Negli stadi non ci saranno settori, ma allora come si farà a decifrare le quarantene? Chi ha accesso ai dati?”
R, Kuster: “I contatti li hanno le autorità cantonali e poi sono le autorità cantonali che decidono se una persona va in quarantena oppure no”.

15:28 - “È giusto che i Cantoni debbano scegliere?”
R, Berset: “La situazione è diversa, ci sono grandi differenze però sono i cantoni che devono prendere in considerazione la situazione in cui si trovano”.
R, Kuster: “Alcuni cantoni si basano sul concetto di allarme, si esamina la situazione epidemiologica nel cantone”.

15:27 - “Perché non avere regole per le manifestazioni commerciali?”
R, Berset: “Se le cose sono semplici da organizzare si può fare qualcosa, una partita di calcio è diverso. Ci sono persone in giro, assembrate mentre una fiera professionale che dura dieci giorni c’è modo per organizzare i flussi e le distanze”.

15:26 - “Ma per quanto riguarda gli aiuti al settore dei viaggi?”
R, Simonazzi: “Per il momento non è ancora stato presa la decisione per aiuti in questo settore”.

15:25 - Domande

15:21 - Problema di pianificazione
Berset: “Non possiamo avere garanzie di programmazione a lungo termine. Le grandi manifestazioni sono importanti per l’economia e proprio per questo motivo che noi vogliamo dare la possibilità a tutti di partecipare ma su base di norme rigorose. I Cantoni decidono cosa fare e il tracciamento deve funzionare bene. L’obiettivo è fissare le linee guida per tutti ma i Cantoni non avranno nessuna responsabilità per la situazione. Vogliamo creare un massimo di sicurezza, la situazione è sotto controllo ma non sappiamo cosa significherà un aumento dei casi, dobbiamo rimanere modesti ed equilibrati tra l’apertura della società e il ritorno alla normalità”.

15:18 - Leghe sportive, al via
Berset: “È importante riaprire, per le leghe di calcio e hockey sono previsti parametri particolari. Ci siamo ispirati alle proposte. Mascherine, due terzi dei posti a sedere e obbligo del posto a sedere. Le autorità possono ridurre il numero delle persone in funzione della situazione epidemiologica. Abbiamo deciso di permettere la vendita di alcool a patto che i piani di protezione vengano rispettati e le autorità devono garantire che sia tutto rispettato. Dobbiamo cercare di avere un approccio uniforme su tutto il territorio. Gli organizzatori degli eventi devono verificare che le norme vengano rispettate, probabilmente ci saranno delle sanzioni”.

15:16 - Tre condizioni necessarie
Berset: “I Cantoni dovranno dare il via libera solo se la situazione epidemiologica lo consente, c’è l’obbligo del posto a sedere perché bisogna risalire a chi era seduto dove, sopra le mille persone non è possibile fare altrimenti e bisogna procedere al tracciamento con l’obbligo del posto a sedere. Il piano di protezione dovrà essere in grado di gestire i flussi di persone, crediamo che sia proprio lì che ci siano dei rischi, i piani di protezione devono disporre se c’è o meno l’obbligo della mascherina e poi dovranno garantire che i dati forniti dagli spettatori siano corretti. I dati falsi non sono più tollerati. Ci sono regole anche per le grandi leghe sportive”.

15:14 - Contagi in aumento
Berset: “I contagi sono in aumento ma la situazione è sotto controllo. Sono i giovani che vengono più infettati, bisogna dare prova di solidarietà. Abbiamo lavorato fianco a fianco con i cantoni, l’obiettivo è riaprire le manifestazioni evitando un diffondersi dei contagi, le manifestazioni dovranno essere autorizzate e saranno i Cantoni a dare il via libera”.

15:13 - Tracciamento necessario: “Collaborate”
Berset: “Non è evidente ma è importantissimo dare i propri dati. È l’unico mezzo per mantenere l’epidemia sotto controllo quando una persona si è contagiata. Dobbiamo poter contare su tutti, non è una decisione politica e per proteggersi bisogna mantenere le distanze, bisogna essere cauti all’igiene”.

15:10 - Eventi con più di mille persone
Berset: “Il CF il 12 agosto lo aveva annunciato. Si tratta di una buona notizia ma è una grande responsabilità per chi organizza gli eventi. Siamo coscienti che questa situazione crea una sfida molto importante e quindi in alcune casi sarà difficile soddisfare i criteri. La situazione epidemiologica rimane fragile, non si può ancora parlare di seconda ondata ma la tendenza è al rialzo e le cifre sono più alte rispetto a quello che si potrebbe stimare, noi vogliamo tenere sotto controllo la situazione. Vogliamo mantenere il controllo per soddisfare una duplice esigenza: tornare a una vita normale ma nel contempo tenere sotto controllo la pandemia”.

15:07 - Sui viaggiatori
Berset: “Questi test rapidi di Swiss non sono ancora sul mercato, lo saranno prossimamente ma dovremmo vedere chi ha accesso e chi lo potrà fare. Non possono essere prodotti dall’oggi al domani e si stanno sviluppando, sono abbastanza avanzati ma non possiamo ancora prendere in considerazione la situazione attuale. Per noi è determinante proteggere la situazione in Svizzera, come poi lo facciamo è quello che dobbiamo vedere. Abbiamo l’obbligo di quarantena per chi arriva dai Paesi a rischio, e questo permette di limitare la malattia”.
Kuster: “La quarantena impedisce la propagazione del virus”.

15:02 - Lista dei Paesi a rischio
Berset: “Con la Francia abbiamo deciso di aspettare prima di metterla nei Paesi a rischio. Vogliamo vedere come stanno le cose, discutere con i Cantoni. Non abbiamo preso nessuna decisione, non vogliamo precipitare a prendere scelte. La lista verrà adattata e anche il Belgio forse lo toglieremo dalla lista”.

15:00 - Inizio Conferenza stampa

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