
Lunedì 1° febbraio quasi tutta l’Italia si è risvegliata in zona gialla. Ad eccezioni di cinque aree in zona arancione (Umbria Puglia, Sardegna, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano), il resto del paese, tra cui Lombardia e Piemonte, si trova nella fascia con meno restrizioni.
Cosa cambia
Nelle regioni gialle è consentito di nuovo muoversi liberamente tra i comuni ma rimane ancora vietato, fino al 15 febbraio e per tutti, spostarsi da una regione all’altra a meno di comprovate esigenze, come motivi di lavoro, salute ed emergenze. Resta inoltre il divieto di uscire dalle 22 alle 5, per spostarsi servirà dunque l’autocertificazione. Per i cittadini sarà comunque di nuovo possibile recarsi nei bar e nei ristoranti, fino a un massimo di quattro persone per tavolo, ma solo fino alle 18.00 (dopo è permessa la consegna a domicilio e fino alle 22 è possibile comprare cibo da asporto). Riaprono nei giorni feriali anche i centri commerciali, così come i musei, ma con ingressi contingentati. Restano invece ancora chiuse palestre, piscine, centri benessere e centri termali.
I ticinesi in Italia con tampone negativo
Il cambio di colore delle regioni Lombardia e Piemonte ha un impatto anche sulla vita dei ticinesi, che potranno riabbracciare parenti o amici o recarsi oltre confine per fare la spesa senza comprovati motivi di necessità o di lavoro. Attenzione però: stando al decreto legge l’ingresso in Italia è consentito a tutti i cittadini dello spazio Shengen, di cui fa parte anche la Svizzera, a condizioni di avere un tampone negativo. Un test che deve essere eseguito 48 ore prima di entrare nella Penisola. Chi non lo farà, dovrà fare una quarantena di 14 giorni. Una volta in Italia, poi, vale ancora la restrizione di spostarsi da una regione all’altra. Questo almeno fino al prossimo 15 febbraio.
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