
La decisione è arrivata ed è quella che molti, soprattutto in ambito sanitario, chiedevano: da martedì i ristoranti e le strutture per il tempo libero, lo sport e la cultura saranno chiusi per un mese. Eccezioni sono possibili nei cantoni con una evoluzione epidemiologica favorevole. Ad annunciarlo è il Consiglio federale dopo la sua seduta odierna.
“Ridurre i contatti”
L’obiettivo è ridurre in modo netto e rapido il numero dei casi. Da settimane gli ospedali e il personale sanitario sono infatti sotto pressione e con i giorni festivi cresce il rischio di una rapida impennata delle infezioni. Le persone dovrebbero per questo motivo “ridurre il più possibile i contatti sociali e rinunciare a viaggi e spostamenti non strettamente necessari”. Per facilitare la diagnosi del virus, l’esecutivo ha esteso il ricorso ai test rapidi.
Chiusi anche a Natale e Capodanno
In una nota, il governo precisa che tutti i bar e ristoranti devono rimanere chiusi; non sono previste deroghe per le feste. Possono rimanere aperte solo le mense aziendali e scolastiche (della scuola dell’obbligo) e i servizi per gli ospiti degli hotel. Restano inoltre consentite la vendita di cibi e bevande da asporto.
Sci aperto, sport no
Il governo ha anche imposto la chiusura degli impianti sportivi. Continueranno ad essere consentite unicamente le attività all’aperto in gruppi fino a cinque persone. Eccezioni sono previste per le leghe professionistiche e per bambini e ragazzi fino a 16 anni. I cantoni restano per contro responsabili dei comprensori sciistici, che a determinate condizioni potranno rimanere aperti. Come già annunciato la settimana scorsa: la situazione epidemiologica deve permetterlo e devono essere garantite sufficienti capacità negli ospedali, per il tracciamento dei contatti e per i test.
Chiusa la cultura e le attività ricreative
Dovranno invece restare chiusi musei, cinema, biblioteche, casinò, giardini botanici, zoo e altre strutture culturali e ricreative. È possibile svolgere attività culturali in piccoli gruppi ma restano per contro vietate le manifestazioni con pubblico. Sono consentite forme alternative, come ad esempio eventi trasmessi online. Allo scopo di ridurre ulteriormente gli assembramenti, il governo ha nuovamente inasprito la capienza dei negozi. Il numero massimo di clienti dipenderà dalla superficie di vendita liberamente accessibile. Le restrizioni sugli orari - apertura non concessa dopo le 19.00 nei feriali e chiusura totale la domenica e i festivi - rimangono in vigore.
Eccezioni
Come detto, i cantoni con uno sviluppo epidemiologico favorevole possono prevedere allentamenti, come l’apertura di ristoranti e impianti sportivi. Per farlo il fattore di riproduzione deve essere sotto la soglia di 1 per sette giorni consecutivi e inferiore anche alla media svizzera su sette giorni. Dal 5 gennaio la soglia Rt scenderà a 0,9.

LA DIRETTA
16:35 - La diretta è conclusa
16:26 - Avete chiesto alle persone di restare a casa, pensa che i mezzi pubblici ridurranno la capacità?
“In primavera è stato un lockdown più incisivo. Oggi abbiamo la possibilità di differenziare, al momento non è pianificata una riduzione della capacità dei mezzi pubblici”.
16:20 - Nella prima ondata quasi tutti lavoravano da casa, ora quasi nessuno.
“Abbiamo raccomandato il telelavoro, ma non abbiamo deciso per un obbligo perché vi sarebbero problemi per molti datori di lavoro. Non in tutti i casi è possibile fare l’home office e in alcune situazioni porta più danni che vantaggi. C’è un equilibrio da trovare, per questo al Consiglio federale è sembrata giusta la raccomandazione, ma non l’imposizione”, ha risposto Parmelin.
16:17 - Avete discusso del fatto che il limite di 50 persone in una chiesetta di montagna e in una grande Cattedrale non siano la stessa cosa?
“No, non ne abbiamo discusso e questo limite a 50 rimane”, ha risposto Berset.
16:06 - Pensate di controllare il numero di persone nelle feste private?
“Questi controlli sono responsabilità dei cantoni. Ma penso che possiamo davvero avere fiducia nelle persone da questo punto di vista. Controlli non sono comunque esclusi, tocca ai Cantoni farli”, ha spiegato Berset. “Le misure prese oggi dal Consiglio federale sono molto pesanti per molte persone, per i ristoratori, per chi lavora nella cultura. Penso che la popolazione capisca che deve partecipare e capisca che solo agendo tutti insieme possiamo superare questo momento. L’appello alla popolazione è che anche il nostro comportamento nel privato è un gesto di solidarietà”, ha aggiunto Sommaruga.
16:03 - Non ci saranno problemi di approvvigionamento tenendo chiusi i negozi per tre giorni?
“Tre giorni, sì, serve una buona organizzazione per i negozi e per la logistica. Ma credo che questo settore abbia mostrato quest’anno di essere riuscito a lavorare in una situazione decisamente non facile. Penso che sia una questione di organizzazione”, ha detto Berset.
16:02 - La task force ha suggerito di rimandare il rientro a scuola a gennaio, cosa ne pensate?
“È un tema di cui ci siamo chinati, ma è una responsabilità dei Cantoni. Al momento si pensa che i bambini abbiano un impatto minore sulla diffusione del virus, quindi non ci è sembrato un tema su cui chinarci ulteriormente oggi”, ha detto Berset.
15:59 - I criteri per i test rapidi sono stati allentati, ma basteranno ora per tutti? Per esempio, per chi vuole fare il test per visitare i genitori o i nonni.
“Credo che abbiamo la capacità. E nuovi test arriveranno, la capacità di test non è un problema”, ha risposto Alain Berset. Anche dall’Ufsp è arrivata la conferma: “Potremmo fare il doppio di test rispetto a quelli che vengono fatti ogni giorno”.
15:57 - Il Consiglio federale si riunirà ancora il 30 dicembre?
“Il 30 faremo una valutazione intermedia e a inizio gennaio trarremo un bilancio e speriamo che ci sia veramente questo calo delle cifre”.
15:53 - Le cifre sono più basse questa settimana, quindi ci sono delle speranze? Le misure di settimana scorsa iniziano a funzionare?
“Lo speriamo, ma è presto. Le cifre sono stabili ma sono alte, speriamo che questa stabilizzazione continui”, ha risposto Sommaruga. “Ma siamo convinti che quello che abbiamo deciso oggi dovrebbe portarci davvero a una diminuzione dei contagi”. Berset ha poi spiegato come il nostro Paese sia messo molto peggio rispetto agli altri paesi europei.
15:48 - Sull’omologazine dei vaccini, dobbiamo attenderla a giorni?
“È un punto che riguarda Swissmedic. Swissmedic rispetta tutti i criteri di qualità, efficacia e sicurezza. Quindi sarà Swissmedic, che è indipendente, a decidere quando vi sarà un’omologazione. A quel punto si dovrà valutare per quali fasce d’età sarà questa omologazione e poi si inizierà con le importazioni. Io ho parlato con i Cantoni e ho detto che all’inizio dell’anno prossimo si dovrà essere pronti per le vaccinazioni”.
15:48 - Lei Berset andrà a sciare?
“Le mie vacanze sulla neve le ho annullate. Forse cercherò di prendere qualche giorno libero, ma solo dopo gennaio, forse riprenderò a sciare”, ha risposto Berset.
15:46 - Perché la scelta di tutelare lo sci?
“Lo sci è uno sport che si pratica all’aria aperta. Le regole sono come quelle per chi va a correre nel bosco. A chiudere sono le altre infrastrutture sportive. Vietando lo sci dovremmo vietare anche le altre discipline sportive all’aria aperta. Attualmente la cosa più problematica con lo sci, non è il rischio di contagi, ma gli infortuni sulla neve”.
15:45 - Continuate a dire che è urgente, perché allora aspettare fino a martedì?
“Sta volta si tratta di una chiusura totale dei ristoranti. Dobbiamo renderci conto che i ristoranti hanno ancora delle riserve e degli stock e la situazione ci sembra che permetta di tenere aperto ancora questi giorni, ma poi si dovrà restare chiusi un mese”.
15:43 - Come si capirà che un Cantone non può più tenere aperte le stazioni sciistiche?
“Noi abbiamo fissato dei criteri e ci sono dei Cantoni che si stanno avvicinando a questi limiti. Questi criteri riguardano il contact tracing e la possibilità degli ospedali”, ha detto Berset. La decisione, comunque, è stato ricordato, spetta ai Cantoni.
15:42 - Perché non chiudere i negozi?
“Si tratta di un forte giro di vite. E abbiamo visto che nei Cantoni in cui sono state prese queste misure, i contagi sono diminuiti. Per noi è importante che oggi si facesse questa stretta, che è difficile per molti. Quello che abbiamo deciso oggi per la popolazione è già molto incisivo. Noi vogliamo dire a tutti che la situazione è seria. Per i negozi sarà ridotta la capienza”, ha risposto Sommaruga.
15:40 - Quali Cantoni non dovranno chiudere?
“Sta calando il numero di Cantoni, è questione di giorni perché altri Cantoni non possano più tenere aperto. Ovviamente i Cantoni sono gli stessi che facevano eccezione fino a pochi giorni fa, cioè i Romandi”, ha detto Berset.
15:39 - La task force aveva chiesto di fare di più
“Abbiamo deciso di adottare delle misure che ci sembrassero adeguate alla situazione, è possibile comunque che vi sia un’escalation delle misure. Ma è anche una questione di fattibilità politica. Le misure devono tenere conto dell’opinione degli esperti, ma loro non decidono le misure, siamo noi a farlo”, ha spiegato Alain Berset.
15:38 - Spazio alle domande
15:35 - Altre modifiche in consultazione
Delle altre norme sono in consultazione per migliorare l’accesso alla disoccupazione parziale: eliminazione del periodo di attesa, la non computazione del periodo di conteggio con una perdita di lavoro superiore all’80% e la possibilità di lavoro ridotto anche per chi è impiegato a tempo determinato e per gli apprendisti.
15:32 - Lavoro ridotto per proteggere l’impiego
Le conseguenze economiche della seconda ondata iniziano a farsi vedere, ma le aziende si adeguano e inoltre il vaccino fa sperare in una ripresa. Per garantire loro la possibilità di mantenere i livelli di impiego si è deciso di continuare con la procedura semplificata per il lavoro ridotto.
15:28 - Parla Guy Parmelin
“Chiusura di ristoranti e attività hanno conseguenze economiche. Per questo la procedura sommaria per il lavoro ridotto sarà prorogata fino 31 marzo 2021. Inoltre, le misure di aiuto della Legge Covid-19 entreranno in vigore il primo gennaio. Altre misure sono in fase di valutazione”. Si parla di misure per gli indipendenti, gli apprendisti e aiuti per chi ha un salario basso. Per questo si agirà sulle indennità per perdita di guadagno e saranno retroattive dal primo dicembre.
15:28 - “Sappiamo che sono misure rigide”
“Nelle prossime settimane terremo molto sott’occhio la situazione”.
15:26 - Test rapidi
Sono state cambiate anche le norme per i test rapidi, allargandoli anche agli asintomatici
15:24 - Negozi chiusi con eccezioni
I negozi saranno chiusi anche il 25, 26, 27 dicembre, con eccezioni per panetterie e farmacie. “Quindi fate bene i calcoli per le vostre provviste”. Per i negozi saranno inoltre abbassate i limiti di accesso per i clienti.
15:23 - Prendere in pugno la situazione
“Queste misure molto dure”, ha detto Berset, “sono necessarie per riprendere in mano la situazione. Anche nelle stazioni sciistiche i ristoranti saranno chiusi. Così come i negozi chiuderanno alle 19 e la domenica. Per il resto le stazioni sciistiche sono responsabilità dei Cantoni, ma ci devono pensare molto bene”.
15:22 - Parla Alain Berset
“La situazione non ci soddisfa, ma soprattutto il personale curante negli ospedali non ce la fa più. Negli ultimi giorni abbiamo un aumento esponenziale dei casi. Questa situazione è critica perché siamo già a un livello alto. Dobbiamo prendere dei provvedimenti perché la situazione non si correggerà da sola. Vogliamo raggiungere un tasso di riproduzione Rt inferiore allo 0,8”.
15:21 - Prendiamoci cura gli uni degli altri
“In questi giorni di festa ci saranno persone che soffriranno di queste misure dal punto di vista psicologico. È quindi importante che ci si prenda cura gli uni degli altri”.
15:20 - Sarà difficile
“Siamo consapevoli che queste misure toccheranno molte persone. Il Consiglio federale vuole vagliare un nuovo pacchetto d’aiuti insieme ai Cantoni. A gennaio saranno fissati i punti chiave di questi aiuti”.
15:18 - Chiusi i ristoranti e le strutture per la cultura e il tempo libero
“Chiuderanno i ristoranti, le strutture per la cultura e il tempo libero a partire da martedì, almeno per un mese, almeno fino al 22 gennaio. I negozi rimangono aperti ma l’accesso sarà limitato. Il Consiglio federale farà un bilancio intermedio prima della fine dell’anno e se necessario prenderà nuove misure”.
15:16 - Simonetta Sommaruga
“Il coronavirus non molla la presa, la situazione resta critica. Per questo il Consiglio federale ha deciso misure più drastiche. Il Consiglio federale e tutti i Cantoni ritengono che siano necessarie misure più drastiche”. E in italiano ha aggiunto: “Il nostro Paese è forte quando agiamo tutti insieme. Ora abbiamo bisogno di tutta la Svizzera”.
15:15 - Inizia la conferenza stampa
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