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Svizzera
Da Berna un giro di vite per gli asilanti eritrei
Da Berna un giro di vite per gli asilanti eritrei
Da Berna un giro di vite per gli asilanti eritrei
Redazione
10 anni fa
Il governo di Asmara continua a violare i diritti umani, ma alcuni rimpatri sono possibili

Quello dei rifugiati eritrei è stato un tema molto dibattuto anche a livello nazionale: la settimana scorsa l’ex presidente del PLR nazionale Philipp Müller aveva avuto un duro scontro con il consigliere federale Didier Burkhalter, che lo aveva tacciato di “insensibilità” per aver voluto negoziare con l’Eritrea un aumento delle quote di rimpatrio.

Burkhalter aveva duramente criticato il suo ex presidente, che a suo dire non aveva tenuto conto della terribile situazione delle carceri del regime.

Müller aveva proposto di visitare proprio le carceri eritree, proposta che Burkalter aveva definito “inattuabile”. E infatti, la Segreteria di Stato della migrazione non ha ottenuto il permesso da parte del governo di Asmara. Gli esperti della Confederazione, inoltre, non hanno registrato alcun miglioramento delle condizioni nel paese africano.

Nonostante ciò, la Confederazione pare intenzionata ad attuare un giro di vite nei confronti dei richiedenti d’asilo eritrei. Ad ora, 9 rifugiati eritrei su 10 ottengono asilo in Svizzera in qualità di profughi o rifugiati politici. Dopo 10 anni, la maggior parte di loro dipende dagli aiuti sociali.

Non è difficile immaginare come ci sia una grossa spaccatura politica tra chi critica questa dipendenza dagli aiuti di Stato e chi non vuole sentir parlare di rimpatri vista la delicata situazione politica del paese africano.

Come riportato dal Blick, la Confederazione ha deciso di rivedere la questione con un po’più di severità. In dettaglio, verranno rimpatriati quei cittadini eritrei che non hanno o avevano alcun tipo di rapporto con il regime di Asmara e che hanno lasciato illegalmente il proprio paese. Il motivo? Il Governo eritreo non gli infliggerà alcuna pena draconiana riservata invece agli oppositori e ai perseguitati politici.

Nella pratica cambierà poco, anche perché non è previsto un rimpatrio forzato verso l’Eritrea. “I rimpatri riguarderanno qualche centinaio di persone all’anno, una goccia nel mare a fronte di 10'000 richiedenti”, ha sostenuto il vicedirettore della Segreteria di Stato della migrazione Pius Betschart.

La situazione politica rimane troppo complessa per imporre dei rimpatri forzati “in grande stile”. Come riportato dall’ONU, il regime eritreo sarebbe colpevole di torture, schiavismo, arresti illegittimi e rapimenti.

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