
La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati approva i crediti aggiuntivi richiesti per far fronte alla crisi scatenata dal coronavirus e le modifiche della Legge COVID-19. Nonostante alcuni commenti critici, la commissione ha deciso di sostenere le proposte presentate dal Consiglio federale mercoledì senza modificarle. Le scelte del governo non hanno fatto l’unanimità. Molti membri della commissione si sono detti favorevoli a un’apertura più rapida e più ampia di quanto proposto dal governo, insistendo sugli effetti negativi delle chiusure sulle finanze e il debito della Confederazione. Hanno pure criticato la mancanza di strategie a lungo termine. Altri hanno invece sostenuto le decisioni dell’esecutivo, sottolineando che, in rapporto al prodotto nazionale lordo, la Svizzera investe meno mezzi rispetto ad altri paesi.
Al termine di una lunga discussione, la commissione ha comunque approvato i 6,3 miliardi destinati ad aumentare il contributo della Confederazione ai provvedimenti adottati dai Cantoni per i casi di rigore e i 6 miliardi per permettere all’assicurazione contro la disoccupazione di coprire l’indennità per lavoro ridotto nel 2021. Sono inoltre stati chiesti chiarimenti in merito ai crediti aggiuntivi relativi alle spese di funzionamento dell’Ufficio federale della sanità pubblica (84,5 milioni di franchi) e a un credito d’impegno destinato all’acquisto di materiale sanitario e vaccini (500 milioni). Anche le modifiche apportate ai provvedimenti per i casi di rigore concernenti le imprese hanno suscitato dibattito. La Legge COVID-19 prevede che un caso di rigore è dato quando la cifra d’affari annuale è inferiore del 60%. Alcuni membri della commissione hanno proposto, senza successo, di ridurre questa soglia al 25%, vista la difficile situazione di molte piccole imprese.
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