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Svizzera
"Da Berna più fermezza nei confronti di Erdogan"
"Da Berna più fermezza nei confronti di Erdogan"
"Da Berna più fermezza nei confronti di Erdogan"
Redazione
10 anni fa
È quanto invocato da alcuni consiglieri nazionali UDC e PLR. Ma non manca chi invita alla calma

Dopo la notizia delle prime critiche rivolte al “lassismo” del consigliere federale Didier Burkhalter nell’affrontare lo spinoso dossier delle relazioni con Ankara (vedi articolo suggerito), a Berna si è costituito un vero e proprio fronte interpartitico che chiede a gran voce una maggior decisione nei rapporti diplomatici con Ankara.

O meglio: una linea diplomatica più dura e critica nei confronti del presidente Recep Tayyip Erdogan.

Il consigliere nazionale UDC e presidente della Delegazione svizzera presso il Consiglio d’Europa Alfred Heer si auspica che il Consiglio stesso prenda dei provvedimenti nei confronti di Ankara.

"Il governo del presidente Erdogan ha violato il principio della libertà di stampa e sta ordinando l’arresto ingiustificato di migliaia di persone – ha sostenuto Heer alla SonntagsZeitung – E questi atti dovrebbero essere puniti. Si dovrebbe ritirare il diritto di voto che la Turchia ha in seno al Consiglio d’Europa, come in passato è stato fatto con la Russia".

Gli fa eco la consigliera nazionale liberale radicale Doris Fiala, preoccupata per la "svolta autoritaria" della Turchia e per la caccia via social a persone innocenti che non la pensano come il regime.“Se il Consiglio d’Europa non dovesse reagire – ha commentato Fiala – perderebbe la sua legittimità”.

Anche il consigliere agli Stati Philipp Müller (PLR) sostiene la visione di Heer: “La Turchia ha firmato la convenzione dei diritti dell’uomo, un contratto vincolante che non sta più rispettando”.

Fiala e Müller non si sono espressi sul diritto di voto in seno alla Commissione, mentre lo stesso Müller ha giudicato inaudite le dichiarazioni del delegato d’affari dell’ambasciata turca a Berna, che aveva annunciato ripercussioni nei confronti dei cittadini turchi residenti in Svizzera sospettati di sostenere il rivale di Erdogan, l’imam Fetullah Gülen.

“Il Consiglio federale dovrebbe reagire con maggior decisione nei confronti di simili provocazioni”, ha sostenuto Müller.

La posizione di Heer, Fiala e Müller non è però condivisa dal consigliere nazionale UDC Roland Büchel, che invoca la neutralità svizzera: "Non è nostro compito immischiarci in queste faccende".

Per il socialista Pierre-Alain Fridez la revoca del diritto di voto dovrebbe essere introdotta solo se la Turchia dovesse reintrodurre la pena di morte. Posizione condivisa da Elisabeth Schneider-Schneiter (PPD), che ritiene “populista” la revoca del diritto di voto. La consigliera nazionale si oppone a una condanna da parte elvetica: “La Svizzera può ottenere risultati a lungo termine con un ruolo di mediazione”.

Quel che è certo è che il clima politico a Berna si sta decisamente surriscaldando

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