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Svizzera
Dà appuntamento a un 13enne che in realtà è un poliziotto
Dà appuntamento a un 13enne che in realtà è un poliziotto
Dà appuntamento a un 13enne che in realtà è un poliziotto
Redazione
7 anni fa
Confermata la condanna di un 42enne che aveva adescato il presunto minorenne online

Il Tribunale federale (TF) ha confermato negli scorsi giorni la condann inflitta dal Tribunale regionale di Berna-Mittelland a un 42enne lucernese che nell’estate del 2016 aveva adescato e dato appuntamento a ‘Lars Huber’, un 13enne conosciuto in chat poi rivelatosi un agente di polizia sotto copertura.

I fatti contestatigli sono avvenuti tra luglio e agosto del 2016. L’uomo aveva conosciuto ‘Lars’ online e gli aveva inviato numerosi messaggi, proponendogli un incontro a sfondo sessuale. Il 17 agosto si era recato al domicilio del 13enne, ma ad attenderlo vi era un investigatore della Polizia bernese. L’uomo era stato riconosciuto colpevole di tentati atti sessuali con un fanciullo e la condanna di primo grado era stata confermata anche dal Tribunale superiore bernese e, come detto, dal TF.

I supremi giudici federali hanno rigettato la tesi difensiva del 42enne, che aveva sempre affermato di “voler aiutare il ragazzo a capire se fosse o meno omosessuale”. I molti messaggi espliciti (ad esempio “Vengo a Berna e ci masturbiamo”) e il fatto che avesse con sé un preservativo – hanno concluso i giudici – è la prova che volesse avere un rapporto sessuale con ‘Lars’. L’uomo, ha specifica la Corte - ha chiaramente superato il confine del tentativo di reato.

La condanna a una pena pecuniaria sospesa di 270 aliquote giornaliere da 30 franchi, al pagamento di una multa di 200 franchi e al divieto di lavorare con bambini per 10 anni è dunque definitiva.

Questo caso ricorda molto quello di un 45enne zurighese che nel 2011 era stato condannato a due anni di prigione da scontare per lo stesso e altri reati. L'uomo aveva dato appuntamento a una certa "Zürigirl" conosciuta su internet e che credeva essere una ragazzina di 13 anni. In realtà dietro allo pseudonimo si nascondeva un poliziotto. Più recentemente, invece, un funzionario del Canton Neuchâtel era finito sotto inchiesta in quanto avrebbe scambiato messaggi a sfondo sessuale con un'adolescente, poi rivelatosi un agente sotto copertura.

(Sentenza 6B_506/2019 del 27 agosto 2019)

nic

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