
La situazione attuale nel settore delle cure sanitarie è insostenibile perché non lascia più al personale il tempo necessario per fornire cure di qualità, sicure e umane. Per porre rimedio a tale situazione, aggravatasi con la pandemia, il comitato interpartitico promotore dell’iniziativa “Per cure infermieristiche forti” invita ad approvare la modifica costituzionale in consultazione il 28 di novembre.
Come indica lo slogan del comitato “Applaudire non basta più”, per gli iniziativisti bisogna agire. La carenza di personale infermieristico non è una minaccia, bensì una realtà ormai da molto tempo.
Promotori rifiutano il controprogetto
L’iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti” è stata promossa nel 2017 dall’Associazione svizzera degli infermieri. Il Parlamento ne raccomanda la bocciatura alle urne a favore del controprogetto. Il comitato promotore ha tuttavia mantenuto la sua proposta, giudicando il controprogetto non abbastanza coraggioso, in quanto non prevede misure per migliorare le condizioni di lavoro e il finanziamento delle prestazioni di cura, elementi che permetterebbero di aumentare gli effettivi del personale.
“I curanti sono allo stremo, già da prima del Covid”
Stando al comitato promotore, più del 40% dei curanti abbandona prematuramente la professione, e un terzo di loro prima dei 35 anni. Citata in una nota odierna, secondo la presidente dell’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri (Asi), Sophie Ley, “i curanti sono già tempo allo stremo delle loro forze. Troppi sono esauriti e lasciano la professione perché non vedono prospettive di miglioramento”. “E il Covid ha ulteriormente aumentato il carico di lavoro”, ha aggiunto, fenomeno che “aumenta il rischio di errori che potrebbero essere evitati se ci fosse sufficiente personale”. Nella situazione attuale, è quasi impossibile mantenere la qualità delle cure.
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