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Svizzera
Cultura, il 60% degli svizzeri è pronto a tornare nei musei e nei teatri
© Shutterstock - Ticinonews
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Redazione
4 anni fa
Una percentuale raddoppiata rispetto al 2021. Badaracco: “La pandemia e il confinamento hanno creato la voglia di tornare a vedere gli spettacoli”.

Sembra che gli svizzeri siano pronti a lasciarsi la pandemia alle spalle e tornare a riempire teatri e musei. Il 60% della popolazione, infatti, stando a un sondaggio dell’Ufficio federale della cultura è disposto a riprendere le visite culturali senza preoccupazioni. Un dato raddoppiato rispetto al 2021, dove questo dato era del 30%. “La pandemia, la sofferenza e i confinamenti hanno creato questa voglia di tornare ad assistere agli spettacoli”, ha spiegato a Ticinonews Roberto Badaracco, Capo Dicastero Cultura della Città di Lugano e presidente del Consiglio direttivo del LAC. “Le persone ora non vogliono godere solo di uno spettacolo e poi andarsene a casa, ma cercano le emozioni”, ha continuato il Municipale. Ma se da una parte i dati sono raddoppiati, c’è anche una parte della popolazione che ha ancora delle riserve. Il 30% degli intervistati esprime ancora timore ad effettuare delle uscite culturali, il 47% ritiene che la pandemia non sia finita e il 53% si è abituato a restare a casa e uscire meno. Non solo, il 18% di chi esercitava attività culturali a livello amatoriale ammette di aver smesso con la crisi e infine il 30% dice di voler ridurre le uscite per il prossimo anno, percentuale che sale al 41% in Ticino.

Tra digitale e analogico

Il 24% delle persone intervistate ha affermato di aver rimpiazzato le uscite culturali con le offerte sul web. Le offerte culturali digitali infatti, scrive l’Ufficio federale della cultura, “guadagnano sempre più terreno ma possono solo integrare e non sostituire quelle analogiche. Il 69% delle persone intervistate ritiene che le offerte culturali proposte in loco restino comunque qualcosa d’irrinunciabile. E in generale, per una gran parte della popolazione, le attività culturali sono un aspetto fondamentale della convivenza sociale”, concludono gli esperti.