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Svizzera
CSt: verso liberalizzazione totale mercato postale
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio degli Stati vuole la liberalizzazione completa del mercato postale, come prevede la nuova legge in materia. Per 26 voti a 15, i "senatori" hanno respinto una proposta di non entrata in materia difesa da Géraldine Savary (PS/VD) e Theo Maissen (PPD/GR), i quali hanno messo in dubbio i vantaggi derivanti dalla fine del monopolio del Gigante giallo, ora limitato alle lettere fino a 50 grammi. Se la destra intende accelerare il processo di apertura del mercato postale, sinistra e regioni discoste pigiano sul freno, temendo conseguenze negative sul servizio universale e sull'impiego. In particolare, Theo Maissen ha dichiarato che il mantenimento del monopolio è indispensabile per preservare il servizio di base della Posta. A preoccupare le regioni periferiche è la chiusura di uffici postali, nonché il rischio di dumping sociale derivante da una liberalizzazioen totale. Per la maggioranza della commissione, sostenuta anche dal consigliere federale Moritz Leuenberger, il mercato è ormai aperto e la legge attuale va adattata a questa situazione. Diversi oratori hanno fatto notare il processo di liberalizzazione in corso in Europa. La Posta svizzera ha bisogno di una nuova base legale per poter approfittare appieno di questa apertura. Già ora, il 20% delle entrate del Gigante giallo viene generato all'estero. Moritz Leuenberger ha fatto notare che la nuova legge sulla Posta tiene conto dei timori della popolazione, tanto che questa potrà ancora esprimersi per referendum sugli ultimi sviluppi legislativi. La commissione degli Stati si è inoltre espressa per un'apertura in due tappe, ha ricordato, proprio per tener conto delle resistenze in seno alla popolazione. Il ministro socialista ha poi sottolineato che la maggiore fonte di entrata per la Posta non sono più gli invii di lettere e pacchi, bensì i servizi offerti da Postfinance. ATS

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