
Il Consiglio federale dovrà riesaminare il suo progetto volto al rafforzamento delle misure per lottare contro il terrorismo, affinché si tengano maggiormente in considerazione i diritti fondamentali dell'individuo. Lo ha deciso stamane il Consiglio degli Stati che, come voleva la sua commissione, ha rinviato il progetto al governo. Nel dicembre scorso il Nazionale aveva respinto l'entrata in materia temendo la deriva verso uno Stato di polizia. La revisione della legge intende autorizzare gli agenti federali a condurre "ricerche speciali", come sorveglianza delle comunicazioni (posta, telefono), osservazioni in ambito privato (camere d'albergo) installando se necessario microfoni, perquisizioni segrete nei sistemi informatici. I "senatori", in sintonia col consigliere federale Ueli Maurer, giudicano necessario legiferare su un tema così sensibile a causa delle lacune emerse nelle attuali disposizioni della legge sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna. Optando per il rinvio, i "senatori" si attendono dal governo che esso fornisca una definizione più ristretta delle nozioni di "sicurezza interna ed esterna, beni giuridici protetti e segnali di sospetto". Il Consiglio federale dovrebbe inoltre essere più preciso riguardo alla collaborazione tra gli organi di polizia della Confederazione, le autorità cantonali e quelle straniere. Lo stesso dicasi della cooperazione tra amministrazione e tribunali. L'esecutivo è poi incaricato di istituire una sorveglianza parlamentare più efficace, di indicare le conseguenze finanziarie del progetto e di esaminarne la costituzionalità, in particolare per ciò che concerne i diritti fondamentali. Nel suo intervento, il ministro della difesa Ueli Maurer ha ricordato che il parlamento si occupa del progetto dal 2001 e che non è nell'interesse del Paese affossare l'intero dossier alla luce delle manchevolezze emerse nelle disposizioni attuali. Maurer ha ammesso che vi è un grosso potenziale di conflitto quando si tratta dell'intrusione dello Stato nella sfera privata delle persone. Per questo si è detto disposto a riesaminare il problema affinché vengano chiariti determinati punti e il progetto possa ritornare in tempi brevi in parlamento. Il governo ha già incaricato un esperto esterno di rivedere la questione e intende presentare un nuovo messaggio. Queste assicurazioni erano già state fornite lo scorso dicembre dall'allora ministro della difesa Samuel Schmid, senza però riuscire a persuadere il Nazionale che con 92 voti a 79 aveva respinto l'entrata in materia. Dopo la decisione odierna degli Stati, la camera del popolo dovrà riesaminare il dossier. ATS
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