
La Svizzera dovrebbe sbarazzarsi del proprio arsenale di bombe a grappolo nel minor tempo possibile. Nel corso del dibattito odierno agli Stati su due mozioni, adottate tacitamente, che domandano alla Confederazione di aderire alla Convenzione di Dublino, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha sostenuto che l'impiego di simili ordigni è assai improbabile in Europa considerata la situazione strategica attuale. La Convenzione di Dublino mira alla distruzione di bombe a grappolo. Le mozioni trasmesse oggi al Consiglio federale invitano la Confederazione a firmare questo testo e a proporre soluzioni per l'applicazione in Svizzera del suddetto trattato internazionale. La Svizzera possiede 200 mila ordigni del genere nei suoi arsenali. "Un'eventuale adesione alla Convenzione ci obbligherebbe a distruggerle", ha spiegato Calmy-Rey. La ministra degli esteri ha sostenuto che la Svizzera ha svolto un ruolo importante nei negoziati che hanno permesso di giungere a un accordo internazionale il 30 maggio scorso al quale hanno aderito 111 paesi. ATS
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