
I cittadini non devono essere obbligati a rispondere alle inchieste statistiche condotte dalla Confederazione. Lo ha deciso il Consiglio degli Stati con 26 voti contro uno e dieci astenuti. L'iniziativa parlamentare, lanciata dal gruppo dell'UDC, chiede che la legge sulla statistica federale (LStat) e l'ordinanza sulle rilevazioni statistiche vengano modificate così che in occasione delle rilevazioni statistiche le persone possano decidere volontariamente se fornire le informazioni richieste. Il testo non comprende però il censimento periodico della popolazione. Attualmente, se l'amministrazione e il Consiglio federale lo desiderano, il cittadino può essere costretto a fornire informazioni personali quali la situazione lavorativa, le condizioni economiche, i progetti di formazione continua, il volontariato, gli hobby, le attività, ecc. Se l'intervistato si dovesse rifiutare di fornire tali informazioni, potrebbe vedersi inflitta una multa salata. "Esistono condizioni molto severe perché un cittadino possa essere forzato a rispondere ai quesiti", ha sottolineato Robert Cramer (Verdi/GE). Inoltre, modificando la legge, per ottenere risultati attendibili bisognerebbe aumentare i campioni di intervistati con un conseguente aumento dei costi, ha aggiunto. Il consigliere federale Didier Burkhalter si è dichiarato favorevole all'iniziativa. Il testo torna ora al Nazionale a causa di una divergenza minore. ATS
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