
In futuro un'iniziativa popolare potrebbe essere ritirata a condizione che il controprogetto indiretto che le è stato opposto entri effettivamente in vigore. Il Consiglio degli Stati ha approvato oggi all'unanimità un'iniziativa parlamentare di Filippo Lombardi (PPD/TI), che ora passerà al Nazionale. "Il parlamento e gli iniziativisti devono poter combattere ad armi pari", ha osservato il senatore ticinese presentando la sua idea. Dalla procedura di consultazione - ha aggiunto - è emerso che una larga maggioranza è favorevole. La cancelliera della Confederazione Corina Casanova ha giudicato la proposta "seria", pur essendo stata elaborata molto in fretta. A suo avviso, essa permetterebbe di evitare votazioni inutili. La nuova disposizione permetterebbe di evitare che gli iniziativisti debbano pronunciarsi su un eventuale ritiro del loro testo prima ancora di conoscere la sorte del controprogetto indiretto (modifica legislativa) messo a punto dal parlamento. Il ritiro dell'iniziativa dovrebbe infatti essere effettivo soltanto quando il controprogetto entra in vigore. La possibilità di attaccare il controprogetto indiretto con l'arma del referendum introduce il rischio che, alla fine, tutto sfoci in un nulla di fatto, qualora l'iniziativa popolare fosse stata precedentemente ritirata a favore del controprogetto indiretto, poi però bocciato dal popolo. Il ritiro dell'iniziativa sarebbe così effettivo solo in caso di mancata riuscita del referendum sul controprogetto. In caso contrario e se il popolo respingesse il controprogetto, l'iniziativa popolare sarebbe posta in votazione entro i sei mesi successivi al referendum. L'idea di Lombardi è strettamente legata alla sorte dell'iniziativa popolare "Acqua viva", alla quale il parlamento vuole opporre un controprogetto indiretto. Il Consiglio degli Stati vorrebbe già applicare la nuova procedura a questo caso concreto e intende far entrare in vigore la nuova disposizione il primo febbraio 2010. Toccherà ora al Nazionale esprimersi in merito. ATS
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