
La sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni va adeguata alle tecnologie moderne, specie Internet, per rimanere al passo con criminali sempre più agguerriti. È quanto prevede la nuova legge federale ad hoc adottata oggi con 30 voti contro 2 dal Consiglio degli Stati. Essa ammette in particolare il ricorso a software spia governativi, pure detti "cavalli di Troia" (trojan). "I criminali non trasmettono i luoghi degli appuntamenti per posta B. Le nuove tecnologie facilitano le pratiche criminali, occorre dunque adeguare i mezzi a disposizione della giustizia", ha spiegato oggi Géraldine Savary (PS/VD) a nome della commissione. La revisione si applica soltanto alla sorveglianza di presunti autori di reati penali gravi, per i quali sarebbe ammissibile anche un'indagine sotto copertura: assassini, crimini mafiosi, finanziari o a carattere pedofilo, ha aggiunto Stefan Engler (PPD/GR). In ogni caso, questa sorveglianza potrà essere possibile soltanto se un'inchiesta è stata aperta e se la sorveglianza è stata ordinata da un giudice, ha sottolineato il "senatore" grigionese. Questo metodo potrà essere pure utilizzato per la ricerca di persone smarrite. Gli agenti non potranno tuttavia esercitare una sorveglianza a titolo preventivo. Il divieto di perquisizioni online significa che non sarà permesso usare software spia che raccolgono informazioni sul disco fisso del computer e neppure programmi che attivano webcam o microfoni. I "trojan" rendono invece possibile intercettare e decifrare le comunicazioni scritte e orali (ad esempio via Skype) criptate. Una possibilità che Anita Fetz (PS/BS) ha giudicato problematica: "questa legge non definisce chiaramente chi sarà davvero sorvegliato". Inoltre, questi sofware non sono sicuri al 100% e potrebbero registrare altri dati: "occorre fare attenzione a non violare i diritti dei cittadini in nome della sorveglianza dei criminali". Il servizio in carica della sorveglianza, i ministeri pubblici e i giudici dovrebbero effettuare delle statistiche sui controlli ordinati: "si saprà così se la legge è efficace o meno, e si conosceranno le misure e i motivi per i quali una sorveglianza è stata ordinata", ha sottolineato Stefan Engler.
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