
La Svizzera deve dotarsi di un sistema di "allarme rapimento" sul modello francese. Lo ha deciso oggi la camera dei cantoni che per 38 voti a uno ha trasmesso al Consiglio federale una mozione in tal senso di Didier Burkhalter (PLR/NE). Alla luce anche della recente uccisione di una ragazza alla pari sedicenne, la maggioranza dei "senatori", contrariamente all'invito del Consiglio federale, non ha voluto aspettare il rapporto di esperti atteso per il 2010. A metà dicembre del 2008, il Consiglio federale aveva motivato il rifiuto della mozione sostenendo che i cantoni stavano elaborando un sistema simile, la cui entrata in funzione era previsa per il 2010. Per il governo sarebbe stato controproducente togliere ai cantoni la competenza proprio adesso per trasferirla alla Confederazione. Nel corso del dibattito odierno, la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf ha anche negato che il sistema di "allarme rapimento" - meccanismo che permette come in Francia di avvisare la popolazione sulla scomparsa di un minore ricorrendo ai media - sia quella panacea che si vuol far credere. Nel caso della recente uccisione nel canton Argovia di una ragazza - Lucie - sedicenne, "questo sistema di allarme non avrebbe impedito il delitto". Argomenti che non hanno convinto i "senatori". Secondo Burkhalter (PLR/NE), il caso di Lucie dimostra che non è più possibile ragionare in termini "federalistici". Bisogna avere una visione sovracantonale, ha aggiunto, per evitare forse il peggio. ATS
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