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Svizzera
CSt: servizio civile, no a esame coscienza
Redazione
18 anni fa

L'esame di coscienza per i candidati al servizio civile è destinato a scomparire. È quanto ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, accettando il passaggio al regime della prova dell'atto già accolto dal Nazionale nella sessione estiva. Ciò significa che i candidati al servizio civile dovranno essere disposti a svolgere un servizio di 390 giorni contro i 260 a quello militare. Gli Stati ritengono che la procedura attuale (domanda d'ammissione, esame di coscienza e servizio civile della durata di 1,5 volte superiore a quello militare) funzioni bene. Tuttavia, questa prassi comporta un lavoro eccessivo rispetto ai risultati ottenuti: il 95% delle domande d'ammissione viene infatti accolto. Da qui l'idea di abolire l'esame di coscienza. Per il relatore della commissiome Hans Altherr (PLR/AR), il fatto per un giovane di accettare di prestare un servizio una volta e mezzo superiore a quello di un soldato semplice costituisce una prova sufficiente dell'esistenza di un conflitto di coscienza. La proposta di abbassare questo limite a 1,2 volte, difesa in aula da una minoranza della commissione, è stata respinta dal plenum per 24 voti a 11. A nome della commissione, Altherr ha ricordato che la Costituzione federale non prevede la libertà di scelta, bensì l'obbligo per tutti del servizio militare. Egli ha detto che il fattore 1,5 è una forma di compensazione dell'abolizione dell'esame di coscienza. Diversamente dal Nazionale, la maggioranza della camera dei cantoni ha respinto la possibilità di innalzare il fattore 1,5 a 1,8, qualora "le necessità in personale dell'esercito non sono state coperte per tre anni consecutivi a causa dell'aumento parallelo del numero delle persone ammesse al servizio civile". Gli Stati hanno anche accettato di aumentare da 200 a 400 franchi la tassa minima d'esenzione dall'obbligo di servire, conformemente a quanto già deciso dal Nazionale. L'incremento di questa tassa, giudicata modesta da Altherr, dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2010, portando 2 milioni di franchi in più nella casse statali: 400 000 franchi verrebbero destinati ai cantoni, il resto alla Confederazione. Il dossier torna al Nazionale per l'esame delle divergenze. ATS

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