
Il consiglio degli Stati è più che restio a limitare le remunerazioni dei manager di quelle società - leggi UBS - che godono di un sostegno finanziario pubblico. Varie mozioni presentate oggi pomeriggio alla camera dei cantoni non sono riuscite a raccogliere una maggioranza. Una mozione in particolare, approvata in marzo dal Nazionale, non ha superato l'esame dei "senatori". Questa proposta puntava ad introdurre per la direzione e il Cda delle aziende che beneficiano di aiuti statali sistemi salariali analoghi a quelli in vigore per la Posta o le FFS. In commissione dell'economia e dei tributi, la stessa mozione era stata approvata di misura, grazie al voto decisivo della presidente Simonetta Sommaruga (PS/BE). La maggioranza della Camera ha preferito oggi votare per 21 voti a 17 il rinvio in commissione chiesto da Christoffel Brändli (UDC/GR). A suo avviso, le proposte di strutture salariali analoghe a quelle delle aziende parastatali da applicare alle società in difficoltà non sono sufficientemente mature per essere dibattute in aula. Hannes Germann (UDC/SH) ha stigmatizzato la proposta di rinvio, giudicandola un atto di sottomissione di fronte a quei professionisti che hanno condotto quasi alla rovina l'UBS. A suo parere, con questo gesto si tratta di impedire qualsiasi modifica delle pratiche salariali in vigore in certe aziende. ATS
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