
La raccolta di dati biometrici, nel quadro della cooperazione con gli Stati membri di Schengen, continua a dividere i due rami del parlamento. Per 24 voti a 10, il Consiglio degli Stati ha accettato ancora una volta che tale compito possa venire affidato a terzi. Il Nazionale ha respinto per due volte l'idea che il Dipartimento federale degli affari esteri possa ricorrere a terzi per la raccolta di dati biometrici legati al sistema centrale di informazione Schengen sui visti. A nome della sinistra, Claude Hêche (PS/JU) ha invitato i colleghi a fare marcia indietro. "Bisogna evitare ogni rischio quando si ha a che fare con dati sensibili", ha dichiarato il giurassiano. Numerosi Stati, tra cui Francia e Gran Bretagna, hanno già affidato a privati la raccolta di simili informazioni, ha replicato a nome della commissione Hansheiri Inderkum (PPD/UR). Il "senatore" urano ha precisato che una simile misura permette di risparmiare su personale e infrastrutture. La ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf ha precisato dal canto suo che la protezione dei dati è assicurata col sistema proposto dal Consiglio federale. Il dossier ritorna al Nazionale. ATS
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