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Svizzera
CSt: salari equi, respinta iniziativa Gioventù socialista
Redazione
13 anni fa

"Vi pare normale che un dirigente d'azienda guadagni in un anno più di tutti i dipendenti assieme in una vita?". A nulla è valsa questa osservazione del "senatore" socialista Christian Levrat (PS) a far cambiare idea ai suoi colleghi della Camera dei cantoni che stamani hanno respinto per 26 voti a 10 (2 astenuti) l'iniziativa popolare di Gioventù socialista (GS) per salari equi, già rigettata dal Nazionale e dal Consiglio federale. Il popolo avrà ora l'ultima parola. L'iniziativa - cui non è stato opposto alcun controprogetto - vuole limitare il salario di un dirigente d'azienda facendo in modo che esso non superi di dodici volte quello versato al dipendente meno retribuito. Il testo, depositato nel marzo 2011, ha raccolto 113'000 firme valide. Per la maggioranza, la proposta minaccia il principio della libertà economica e provocherebbe un esodo di manager e ricercatori all'estero alla ricerca di salari più alti. Per Peter Föhn (UDC/SZ), "laddove il mercato del lavoro è troppo rigido - come in Italia e Francia - nessuno investe più". Diversi oratori della destra hanno fatto notare che i manager ben retribuiti pagano anche molte tasse, con vantaggi per le assicurazioni sociali e le casse di comuni, cantoni e Confederazione. Inoltre, le differenze sociali non sono così pronunciate grazie alla forte progressione dell'imposta federale diretta. Per This Jenny (UDC/GL), "l'iniziativa tocca la spina dorsale dell'economia a causa di 30 o 40 manager incorreggibili e ciò non è accettabile". Non spetta allo Stato fissare i salari, bensì ai partner sociali: questo sistema finora ha funzionato bene. Una minoranza rosso-verde si è battuta per il progetto. Nonostante i provvedimenti adottati dalla Svizzera per lottare contro le inuguaglianze salariali, lo scarto tra gli stipendi è aumentato negli ultimi anni. Stando a Levrat, la proporzione 1:12 non è arbitraria, "ma corrisponde già alla realtà del 99% delle piccole e medie aziende attive nel nostro paese ed è rispettata anche nell'amministrazione federale". A parere del Friburghese, la proporzione 1:12 è stata la regola in passato. "È a partire dagli anni '90 che i salari dei manager sono letteralmente esplosi senza alcuna relazione con le prestazioni, facendo allargare a dismisura lo scarto con i salari più bassi", ha spiegato. ATS

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