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Svizzera
CSt: risorse energetiche, ancora divergenze su Protocollo Nagoya
Redazione
12 anni fa

Il Consiglio degli Stati ha ribadito oggi il suo "sì" alla revisione della Legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN) che accompagna la ratifica del Protocollo di Nagoya con cui si regola l'accesso alle risorse genetiche. I "senatori" hanno tuttavia mantenuto alcune divergenze con il Nazionale riguardanti la legge di applicazione. Il dossier ritorna pertanto alla Camera del popolo. Il Protocollo di Nagoya, firmato dalla Svizzera nel 2011, ha lo scopo di preservare le risorse genetiche come garanzia per la biodiversità, ma anche di permettere lo sviluppo di numerosi prodotti come medicinali, cosmetici e varietà di piante coltivate. Facilita l'accesso alle risorse genetiche di vegetali, animali e altri organismi per istituti di ricerca, industria e altri utilizzatori di Paesi terzi, ha spiegato Ivo Bischofberger (PPD/AI) a nome della commissione preparatoria. Il testo garantisce pure agli Stati da cui provengono le risorse genetiche un accesso ai benefici risultanti dalla loro utilizzazione in altri Paesi, ha aggiunto il "senatore" di Appenzello interno. Permette così di combattere la biopirateria e incoraggia i Paesi a preservare la loro biodiversità. Il Protocollo interessa in modo particolare la Svizzera, dove numerosi settori dell'economia utilizzano risorse genetiche: quasi la metà dei medicinali sul mercato ha infatti un legame diretto con tali risorse, ha spiegato la consigliera federale Doris Leuthard. Contrariamente al Nazionale, il Consiglio degli Stati auspica che le risorse genetiche vengano sottoposte alle regole internazionali per la creazione e lo sviluppo di nuove piante. A differenza della Camera del popolo, con 25 voti contro 12, gli Stati hanno inoltre deciso di sottoporre al Protocollo di Nagoya anche gli "agenti patogeni od organismi nocivi che costituiscono una minaccia per la biodiversità e per l'uomo". Una minoranza intendeva allinearsi al Nazionale su questo punto ed escluderli: Werner Lüginbühl (PBD/BE) ha spiegato invano che gli accordi dell'Organizzazione mondiale della sanità sui virus pandemici bastano per mettere a disposizione per tempo i vaccini necessari. Tutte le eccezioni sono state combattute da Doris Leuthard. "Bisogna prendere in considerazione il principio del Protocollo di Nagoya e non cercare una soluzione su misura per la Svizzera", ha spiegato la consigliera federale. La ministra dell'ambiente ha ricordato che alcune eccezioni, se adottate, sono contrarie al Protocollo e potrebbero pertanto generare una insicurezza giuridica. La Camera dei cantoni ha anche respinto una proposta di una minoranza di "senatori", che volevano - al pari del Nazionale - escludere le conoscenze tradizionali relative alle risorse genetiche dalla legge di applicazione. Secondo Georges Theiler (PLR/LU), ciò implicherebbe una retroattività che potrebbe mettere in pericolo segmenti interi dell'industria. Dal canto suo, Doris Leuthard ha proposto che il Consiglio nazionale, al quale ritorna il dossier, precisi questo punto.

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