
La camera dei cantoni ha approvato oggi per 33 voti senza opposizione la legge sul promovimento della cultura, che concretizza l'articolo costituzionale adottato nel 2000. I "senatori" non hanno voluto estendere le competenze di Pro Helvetia. Il dossier ritorna al Nazionale per l'esame delle divergenze. La legge prevede una chiara suddivisione dei ruoli tra Confederazione, Pro Helvetia, cantoni e comuni in materia di politica culturale. Durante la discussione, la camera dei cantoni ha deciso per 22 voti a 17 di non estendere le competenze di Pro Helvetia, come invece deciso dal Consiglio Nazionale la scorsa primavera, a scapito dell'Ufficio federale della cultura (UFC). Una minoranza rappresentata da Felix Gutzwiller (PLR/ZH) avrebbe voluto attribuire in particolare a Pro Helvetia la formazione e l'attribuzione delle borse di studio. Stando al "senatore" zurighese, con questo trasferimento di competenze si limita un eccessivo statalismo in campo culturale. Per Géraldine Savary (PS/VD), invece, non vi è il rischio di un eccessivo interventismo statale. "Non è un consigliere federale che decide a chi versare una borsa di studio, bensì una commissione di specialisti", ha spiegato la socialista vodese. Per la Savary, la Confederazione deve continuare a sostenere gli artisti, mentre Pro Helvetia deve promuovere le opere e fungere da mediatore tra gli artisti e la popolazione. Gli aiuti ai musei, la formazione artistica e musicale, il sostegno alle organizzazioni culturali e l'organizzazione di manifestazioni devono rimanere invece di competenza dell'UFC. Per 25 voti a 10, gli Stati non hanno voluto nemmeno dare maggiore autonomia al consiglio di fondazione di Pro Helvetia. L'organo direttivo deve rendere conto al Consiglio federale. Il governo, dal canto suo, fissa gli obiettivi strategici della fondazione. Didier Burkhalter (PLR/NE) ha chiesto un controllo più ravvicinato di questa fondazione da parte del parlamento e del governo. Secondo il "senatore" non è sufficiente orientare le attività di questo organismo quando ogni quattro anni si discute il bilancio. A suo parere bisognerebbe anche poter fissare obiettivi culturali. Sul resto della legge, la camera dei cantoni ha seguito il Nazionale. Nelle intenzioni dei "senatori", la Confederazione può sostenere finanziariamente i musei, per esempio per coprire i costi di funzionamento oppure quando importanti esposizioni generano costi assicurativi elevati. Diversamente dal Nazionale, quella dei cantoni non ha precisato nella legge il sostegno alla cultura popolare. Per il relatore della commissione Hermann Bürgi (UDC/TG) si tratta di un "falso dibattito", dal momento che la nozione generale di "cultura" comprende anche quella popolare. Nel corso del dibattito, gli Stati hanno approvato una mozione che chiede di migliorare il sistema previdenziale degli artisti a livello di previdenza professionale e disoccupazione. Si tratta di facilitare l'accesso al secondo pilastro per coloro che vivono di brevi incarichi o cambiano sovente di datore di lavoro. ATS
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