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Svizzera
CSt: Posta, avviato dibattito entrata in materia
Redazione
17 anni fa

È in pieno svolgimento agli Stati il dibattito di entrata in materia sulla liberalizzazione totale del mercato postale. Se la destra intende accelerare questo processo, sinistra e regioni discoste frenano, temendo conseguenze negative sul servizio universale. La commissione degli Stati si è espressa per un'apertura in due tappe, che tenga conto dei timori della popolazione. Il parlamento è chiamato ad adattare la Legge sulla posta e la Legge sull'organizzazione postale. Un anno dopo l'entrata in vigore della revisione totale della legislazione postale, l'esecutivo intende proporre l'apertura completa del mercato. Al momento, la Posta detiene il monopolio sulle missive fino a 50 grammi. Questo decreto federale, come la precedente revisione della legge, potrà essere oggetto di un referendum. La liberalizzazione totale potrebbe così intervenire a partire dal 2013. Oltre alla liberalizzazione, i "senatori" affronteranno anche la questione del sovvenzionamento del trasporto di giornali. La commissione propone di mantenere il finanziamento a 30 milioni di franchi senza fissate scadenze. Il governo voleva sopprimere la somma di 10 milioni di franchi destinati alla stampa associativa a partire dal 2012 e quella di 20 milioni per i giornali locali e regionali dal 2015. Géraldine Savary (PS/VD) ha perorato la non entrata in materia, mettendo in dubbio gli aspetti positivi attesi da una liberalizzazione. "In molti paesi europei - ha detto - questo processo avanza lentamente. In Svezia, per esempio, la liberalizzazione ha causato una diminuzione della qualità e un aumento dei prezzi. In Francia, invece, la Posta verrà liberalizzata, ma avrà la possibilità di fondare una banca, possibilità non concessa al Gigante giallo". Anche Theo Maissen (PPD/GR) ha messo in dubbio gli attesi benefici di una liberalizzazione, in particolare per quanto attiene alla diminuzione dei prezzi. Maissen ha fatto l'esempio del mercato dell'elettricità, dove la liberalizzazione non ha causato un alleggerimento delle bollette. Egli teme inoltre, come in Germania, che la liberalizzazione rafforzi il dumping sociale a scapito dei collaboratori della Posta. Oltre a ciò, Maissen ha criticato il taglio degli uffici postali in molte regioni periferiche. A nome della maggioranza della commissione, Peter Bieri (PPD/ZG) ha detto che una liberalizzazione in due tappe darà alla Posta i mezzi per resistere al meglio in un mercato europeo liberalizzato, dal quale il Gigante giallo trae già parte delle sue entrate. ATS

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