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Svizzera
CSt: pausa di riflessione su espulsione criminali stranieri
Redazione
17 anni fa

Il divieto dei minareti rende necessaria una pausa di riflessione anche per l'iniziativa popolare dell'UDC sull'espulsione degli stranieri che commettono reati. È la posizione del Consiglio degli Stati, che dopo un acceso dibattito ha rinviato oggi l'esame della controversa modifica costituzionale. Approvando una mozione d'ordine in tal senso con 30 voti contro 6, la camera dei cantoni intende riesaminare la validità dell'iniziativa e valutare l'opportunità di elaborare un controprogetto diretto, ossia a livello costituzionale. Diversi oratori hanno infatti sollevato dubbi sulla compatibilità del testo con il diritto internazionale e con lo stato di diritto. In novembre la commissione degli affari giuridici aveva bocciato l'iniziativa dell'UDC e sostenuto un controprogetto indiretto, proposto dal Consiglio federale sul piano legislativo. In quell'occasione, con 7 voti contro 3, la commissione degli Stati si era associata all'idea secondo cui soltanto gli stranieri che hanno commesso infrazioni penali gravi debbano vedersi sistematicamente ritirato il permesso di soggiorno. Dopo il voto anti-minareti, s'impone ora una nuova riflessione, pacata e approfondita, ha detto a nome della commissione Hansheiri Inderkum (PPD/UR). La questione verrà affrontata al più presto - ha assicurato - affinché il plenum possa esprimersi nella sessione primaverile. Secondo l'UDC, si tratta però solo di un modo per rinviare alle calende greche un'iniziativa giudicata scomoda. Senza il voto anti-minareti - ha affermato Maximilian Reimann (UDC/AG) - questa riflessione non si farebbe neppure: l'iniziativa non lede infatti nessuna disposizione del diritto internazionale cogente, ha affermato il democentrista. ATS

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