
I disoccupati di lunga durata e i giovani senza lavoro a causa della crisi economica devono essere sostenuti con diverse misure mirate: è la posizione del Consiglio degli Stati, che - a differenza del Nazionale - non vuole indebolire il terzo pacchetto congiunturale. I senatori vogliono mantenere diverse proposte bocciate dal Consiglio nazionale lunedì, quando la destra aveva in particolare soppresso l'articolo che proponeva un aiuto finanziario temporaneo a organizzazioni senza scopo di lucro per l'impiego di persone disoccupate. Tale contributo si estenderebbe al massimo su un periodo di sei mesi e non supererebbe i tremila franchi mensili per persona. Stando alla consigliera federale Doris Leuthard, i costi statali del provvedimento dovrebbero quindi essere inferiori ai 238 milioni previsti dal Consiglio federale, propenso a versare un aiuto di cinquemila franchi. Pankraz Freitag (PLR/GL) ha chiesto ai senatori di allinearsi alla Camera del popolo per non aumentare l'indebitamento della Confederazione, ma non ha avuto successo: la sua proposta è stata bocciata con 29 voti contro 9. Bruno Frick (PPD/SZ) ha sostenuto che i disoccupati di lunga durata non devono cadere nel dimenticatoio, dopo che molti settori economici sono stati considerati nei precedenti pacchetti congiunturali. Un'opinione condivisa da Anita Fetz (PS/BS): "abbiamo dato miliardi a una banca (UBS, ndr.) e milioni all'economia, ma vogliamo peccare di avarizia con la gente comune?, si è chiesta retoricamente. Il Consiglio degli Stati ha pure deciso di mantenere i contributi alla formazione tagliati dal Nazionale: da un lato, 40 milioni di franchi destinati al perfezionamento dei giovani giunti alla fine dell'apprendistato e che non trovano lavoro, dall'altro, un aiuto di 30 milioni per programmi di formazione continua durante la riduzione dell'orario di lavoro. I senatori hanno quindi dato retta alla ministra dell'economia Doris Leuthard: se i disoccupati non vengono aiutati subito - ha affermato - faranno poi ancora più fatica a trovare un lavoro e, di conseguenza, i costi per la società saranno ancora superiori. Il Consiglio degli Stati ha inoltre nuovamente approvato un credito di 15 milioni per la formazione continua e la riconversione nel settore dell'energia. Nel contempo ha dato il via libera, con 17 voti contro 16, a un credito di 25 milioni approvato dalla Camera del popolo per finanziare misure intese in particolare ad agevolare l'autenticazione della firma elettronica. In precedenza i senatori avevano bocciato tale proposta. Il dossier ritorna nuovamente al Nazionale. ATS
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