
Il progetto di Hans-Rudolf Merz di introdurre un tasso IVA unico ha suscitato una prima alzata di scudi oggi al Consiglio degli Stati. Con 19 voti contro 14, i senatori non hanno voluto aggiungere questo punto al programma di legislatura. Essi hanno approvato soltanto una semplificazione del sistema. Il parlamento non può dare il proprio consenso a occhi chiusi a un progetto di cui non conosce ancora i particolari, ha criticato Theo Maissen (PPD/GR), ricordando che il tasso IVA unico è un progetto molto controverso. Lo stesso argomento, stavolta utilizzato dalla sinistra contro il piano inteso a ridurre le prestazioni della Confederazione di 5,3 miliardi entro il 2020, non è riuscito a imporsi. Con 21 voti contro 8, i "senatori" non hanno voluto ritirare dal programma di legislatura l'attuazione dell'esame dei compiti della Confederazione. Senza discussione, la Camera dei cantoni ha quindi precisato che il Consiglio federale dovrà impegnarsi a ridurre le imposte che gravano sulle coppie sposate e le famiglie, nonché a tutelare dall'estero la concorrenza fiscale tra i cantoni. Il Consiglio si è dilungato sulla crisi dei "subprime", chiedendo al governo di vegliare nei prossimi quattro anni alla stabilità del sistema finanziario. Con 23 voti a 11, gli Stati non hanno tuttavia voluto precisare già sin d'ora che il ruolo della Banca nazionale (BNS) dovrebbe essere riveduto. ATS
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