
Continua il braccio di ferro tra il Consiglio degli Stati e il Nazionale sulla pubblicità di vino e birra alla televisione. Con 19 voti contro 17, i senatori si sono pronunciati oggi per la terza volta a favore di un divieto generale. Qualora il Nazionale non dovesse rinunciare alla liberalizzazione, toccherebbe alla conferenza di conciliazione trovare un compromesso. "Non dobbiamo ostacolare l'attività di prevenzione e di educazione; siamo corresponsabili della gioventù", ha dichiarato la consigliera agli Stati Verena Diener (Verdi liberali/ZH), appoggiando il mantenimento del divieto. Secondo il senatore Filippo Lombardi (PPD/TI), favorevole alla liberalizzazione, bisogna però anche evitare di svantaggiare le emittenti elvetiche rispetto a quelle straniere, soprattutto in un periodo di crisi in cui il mercato pubblicitario è in difficoltà. Attualmente la legge vieta gli spot pubblicitari per birra e vino alla Società svizzera di radiotelevisione (SSR), alle televisioni che diffondono su scala nazionale o in un'intera regione linguistica, nonché ai programmi stranieri che trasmettono finestre pubblicitarie speciali in Svizzera, come M6 o Sat 1. Le TV locali e le radio private sono invece autorizzate a pubblicizzare queste bevande alcoliche. La normativa in vigore è in contrasto con la regolamentazione europea che sottopone le finestre pubblicitarie diffuse dalle catene straniere unicamente alla legislazione del loro paese d'origine. Ciò permette ad esempio a TV tedesche di reclamizzare bevande alcoliche anche fuori dalle frontiere nazionali. Dato che Bruxelles fa dipendere da questa regola la partecipazione della Svizzera al programma europeo di promozione cinematografica MEDIA, Berna si è vista costretta a rivedere la sua legislazione. Il Consiglio federale ha così deciso di allentare il divieto di pubblicità, anche per la SSR, senza tuttavia rinunciare a regole proprie a condizione che non siano né spropositate né discriminatorie e che rispondano a un interesse pubblico. Il divieto di pubblicità politica e religiosa, per bevande ad alto contenuto alcolico e per quelle miste (i cosiddetti "alcopop") potrà essere mantenuto. Per il vino e la birra la questione è invece più controversa e potrebbe così rendersi necessaria una conferenza di conciliazione. ATS
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