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Svizzera
CSt: "no" a una moratoria sullo smantellamento degli uffici postali
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio degli Stati non vuole "congelare" la soppressione di un certo numero di uffici postali prima che la revisione della legge sulla Posta sia terminata. Con 19 voti contro 11, ha pertanto respinto la proposta di moratoria presentata dal "senatore" Philipp Stähelin (PPD/TG). Come spesso accade quando si tratta della Posta svizzera, la Camera dei cantoni ha condotto "un dialogo tra sordi", ha affermato il consigliere federale Moritz Leuenberger. Il ministro delle comunicazioni ha ricordato come il nuovo presidente del consiglio di amministrazione del gigante giallo, Claude Béglé, abbia sottolineato, a più riprese, l'importanza della rete postale. Dal canto suo, Philipp Stähelin ha ritenuto "insufficienti" tali garanzie. Per il democristiano, "fintanto che il servizio pubblico non sarà stato meglio definito nel quadro della revisione della legge, non si può indebolirlo". "Occorre una discussione politica prima di procedere a ristrutturazioni. E non il contrario", gli ha fatto eco Hermann Bürgi (UDC/TG). Le decisioni che saranno prese nel corso della revisione concerneranno in particolare la questione del servizio di base, ha aggiunto Claude Hêche (PS/JU), sottolineando come la popolazione abbia a cuore la rete attuale. Oltre 150'000 persone hanno infatti firmato la petizione del Sindacato della comunicazione che chiede una moratoria sullo smantellamento degli uffici postali. Tali argomenti non hanno convinto la maggioranza dei "senatori", per i quali la ristrutturazione in corso - 420 uffici saranno esaminati entro il 2011 - è condotta in accordo con i comuni. Questi possono fare ricorso presso una commissione indipendente, qualora non condividessero una decisione della Posta", ha assicurato Peter Bieri (PPD/ZG). Il gigante giallo sarà allora obbligato a seguire il parere della commissione. Moritz Leuenberger è invece sembrato stizzito da questo nuovo dibattito sulla Posta. Il consigliere federale socialista ha ribadito che le abitudini e i bisogni della popolazione sono cambiati e che l'ex regia deve adattarsi di conseguenza. Inoltre, nella revisione della legge non è previsto alcuno smantellamento del servizio pubblico, ha assicurato. ATS

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