
Dopo il Nazionale, anche gli Stati hanno respinto oggi l'idea di un programma d'armamento quadriennale. Con 21 voti a 16, i "senatori" non sono entrati in materia su un'iniziativa parlamentare di Didier Burkhalter (PLR/NE) volta a modificare la legge federale sull'esercito. Nel corso del dibattito, la Camera dei cantoni ha anche respinto l'idea di rapporti sulla sicurezza nazionale ogni quattro anni. ° Circa i programmi di armamento, la maggioranza dei "senatori" ha preferito restare al ritmo annuale. "È importante che il parlamento possa conservare la possibilità d'intervenire, con un esame regolare, soprattutto in materia di politica finanziaria", ha detto a nome della commissione Bruno Frick (PPD/SZ). Un dibattito ogni quattro anni rischierebbe di diventare nettamente più astratto. Per la maggioranza non sarebbe più in sintonia con gli sviluppi militari e provocherebbe una discrepanza ancora maggiore tra esercito e popolazione. L'idea dei programmi d'armamento sotto forma di crediti-quadro quadriennali era stata lanciata da Burkhalter dopo il rifiuto del programma d'armamento nel 2004, in seguito all'insolita alleanza tra sinistra e UDC. Nel suo intervento Frick ha anche difeso la redazione di un rapporto sulla politica di sicurezza ogni dieci anni. Il prossimo documento del genere è atteso per la fine del 2009, ha ricordato lo svittese. A detta di Frick, l'esercito di milizia ha bisogno di continuità e non di cambiamenti continui. Nel suo intervento il consigliere federale Ueli Maurer ha difeso la proposta Burkhalter e l'idea di rapporti sulla sicurezza ogni 4 anni. Per Maurer, visti i rapidi cambiamenti cui si assiste a livello internazionale, è importante tastare il polso dei settori interessati con maggior frequenza. A mo' d'esempio, Burkhalter ha deplorato la mancata attualizzazione del vecchio rapporto sulla politica di sicurezza dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Il Nazionale dovrà ancora pronunciarsi su questo dossier, dal momento che la Camera del popolo ha approvato tacitamente l'idea di portare a 4 anni le scadenze per la presentazione del rapporto sulla politica di sicurezza. Se i consiglieri nazionali dovessero ribadire questa decisione, il dossier ritornerebbe agli Stati. A questo punto, basterebbe che la camera confermasse la non entrata in materia per archiviare la proposta. ATS
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